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SI YO FUERA PRESIDENTE: ENRIQUE PEÑA NIETO SIN MASCARA NI MAQUILLAJE - De: JENARO VILLAMIL

 
Sección: politica » actual
EAN: 9786074293463
Editorial: GRIJALBO MONDADORI
ISBN: 9786074293463
Otros autores:
Edición: 1ª
Formato: RUSTICO
Año: 2009
No. de páginas: 224
Idioma: ESPAÑOL
País: MEXICO

 

Como si se tratase de un autentico reality show en pleno siglo XXI, el protagonista de este libro tiene un sueno: ganar el máximo galardón al que se puede aspirar en este país. Por su parte, el poderoso grupo que lo impulsa y el consorcio televisivo que lo promueve intensivamente mediante un plan de marketing están convencidos de que seria muy bonito que su “golden boy” fuera presidente. Jenaro Villamil, experto en medios, política y periodismo de investigación, demuestra en el presente libro que esta apuesta por la presidencia en 2012 no solo suplanta la política por la mercadotecnia y la inversión publicitaria, sino que encubre un dispendio escandaloso. Además de hacer una disección del plan de medios de Enrique Pena Nieto rumbo a 2012, Villamil realiza una profunda revisión crítica de sus primeros años como gobernador. Traza, de igual modo, una trayectoria política que prácticamente se reduce a sus vínculos familiares y complicidades con los grandes personajes de la tierra que lo vio nacer: Atlacomulco. La historia del famoso grupo político identificado con ese nombre es abordada en sus detalles más reveladores. Es ahí donde relumbra la figura de Carlos Hank González y se explica buena parte de lo que ha sucedido y sucede ahora con este carismático representante de una generación nueva en la feroz y constante lucha por Los Pinos.

http://www.gandhi.com.mx/index.cfm/id/Producto/dept/libros/pid/373222

 

 

 

 

 

MICHELE VIETTI – LA FATICA DEI GIUSTI. COME LA GIUSTIZIA PUO’ FUNZIONARE - ED. UBE Collana: ITINERARI EURO 13,60 – VERSIONE E-PUB EURO 9,99 

WWW.EGEAONLINE.IT

 

 

 

Si può parlare di giustizia oggi in Italia senza lasciarsi invischiare nella polemica? Si può “raccontare” il faticoso mestiere del magistrato senza difese d’ufficio ma smentendo, numeri alla mano, la vulgata che vuole farne un burocrate inefficiente o un potente intoccabile? E si può provare a capire le ragioni dello “stato d’insolvenza” della giustizia (con i suoi 9 milioni di processi pendenti) e a proporre soluzioni, forse imperfette, ma pragmatiche e non ideologiche?. È ciò che questo libro cerca di fare.

Sul tema di questo libro, si aprirà una conferenza lunedì 14 maggio 2012, alle ore 20:00 presso l’Antico Caffè Greco in via dei Condotti a Roma. Il vice presidente del consiglio Superiore della Magistratura presiederà il convegno organizzato dalla Fondazione Roma Europea. www.romaeuropea.it

 


 

 

 

IL SECOLO DI DANTE viaggio alle origini della cultura letteraria italiana – TEODOLINDA BAROLINI – ED. BOMPIANI – EURO 26,00 PAGG 704

 

 

 

Teodolinda Barolini, italianista di fama internazionale, esplora le fonti della cultura italiana attraverso le figure dei suoi poeti lirici e delle “tre corone” Dante, Petrarca e Boccaccio. Un percorso affascinante che tocca alcuni dei temi centrali della nostra storia letteraria: la poesia d’amore e le sue fonti filosofiche e teologiche, il rapporto tra tradizione classica e visione cristiana, il carattere narrativo della Vita nuova, delle liriche petrarchesche e del Decameron, con un interessante excursus sulla storia editoriale delle Rime di Dante. L’autrice presenta inoltre uno studio originale sulla presenza femminile nella produzione due-trecentesca, che mostra una tradizione meno nota ma di grande interesse artistico. Muovendosi con precisione e chiarezza, Teodolinda Barolini accompagna i lettori al cospetto dei testi e degli autori – Dante, Petrarca, Boccaccio, ma anche Giacomo da Lentini, Guido Cavalcanti e Guittone d’Arezzo – in un’analisi che getta nuova luce sulla cultura italiana del XIII e XIV secolo.

TEODOLINDA BAROLINI, già presidente della Dante Society of America, è critico letterario e direttore del dipartimento di Italiano della Columbia University di New York, dove è titolare della Cattedra di Italianistica Lorenzo da Ponte. È autrice di numerosi saggi e articoli sul Duecento e Trecento (soprattutto su Dante, Petrarca, Boccaccio e la tradizione lirica); nel 1993 è uscita la traduzione in italiano del suo primo libro, Il miglior fabbro (Bollati Boringhieri), uno studio sull’autobiografia poetica di Dante. Ha inoltre pubblicato La “Commedia” senza Dio. Dante e la creazione di una realtà virtuale (Feltrinelli, 2003) e ha curato per Bur la nuova edizione delle Rime di Dante (2009).

WWW.BOMPIANI.EU

 

 

 

 

 

 

 

IL DIAVOLO CERTAMENTE - ANDREA CAMILLERI - ED. MONDADORI - EURO 10,00

 

 

 

 

 

Due filosofi in lotta per il Nobel, un partigiano tradito da un topolino, un ladro gentiluomo, un magistrato tratto in inganno dal giallo che sta leggendo, un monsignore alle prese col più impietoso dei lapsus, un bimbo che rischia di essere ucciso e un altro capace di sconvolgere un'intera comunità con le sue idee eretiche... E ancora: una ragazza che russa rumorosamente, un'altra alle prese con il tacco spezzato della sua scarpa, una segretaria troppo zelante, una moglie ricchissima e tante, tante donne che amano - tutte - con passione, a volte con perfidia, più spesso con generosità.

Ecco i personaggi che, insieme a molti altri, popolano le pagine di questo libro: un romanzo corale sui desideri e i vizi, gli slanci e le bassezze dell'umanità e insieme un perfetto marchingegno a orologeria. Più che perfetto: diabolico.

33 racconti di 3 pagine ciascuno: 333 e non 666, perché questo, come tutti sanno, è il numero della Bestia, e non si discute sul fatto che mezzo diavolo sia meglio di uno intero. Andrea Camilleri ha scritto racconti dal numero di battute incredibilmente congruente, che nel dattiloscritto consegnato alla casa editrice equivalevano esattamente a tre pagine l'uno. In ognuno di essi, il diavolo suggella la storia con il suo inequivocabile zampino: nel bene o nel male, a noi lettori l'ardua sentenza. Perché questi racconti, oltre a essere irresistibilmente divertenti, sono anche percorsi da una meditazione accanita e sottile sul senso delle umane sorti, del nostro affannarci per mentire o per apparire, della nostra idea di felicità; i due apologhi filosofici che aprono e chiudono la raccolta non sono che il disvelamento di una trama che sottende tutta la narrazione. E che fa di questo libro un assoluto gioiello: non solo una serie di variazioni musicali sull'eterno tema del male e del destino ma anche una 'commedia umana' concentrata in pagine di fulminante, contagiosa energia. Perché un dettaglio luciferino può cambiare segno a una vita intera, ma proprio per questo quella vita - sembra dirci sorridendo Camilleri - vale sempre la pena di viverla senza risparmio.

 

 

 

 

LA REGINA DI POMERANIA E ALTRE STORIE DI VIGATA- ANDREA CAMILLERI - ED. SELLERIO - EURO 14,00

 

 

 

 

Le storie raccolte in questo volume sono:

Romeo e Giulietta

I duellanti

Le scarpe nuove

La Regina di Pomerania

La lettera anonima

La seduta spiritica

L’uovo sbattuto

Di padre ignoto

 

Otto storie inedite, otto racconti perfetti che, come sempre, riescono a stupire, commuovere, emozionare, far ridere. Straordinari perché straordinarie sono «le persone, anche le più normali, che ho osservato, notato, conosciuto». Attingono al serbatoio della memoria, vastissima, dell’autore, ma anche al suo senso del teatro e della storia, al suo sguardo ironico e divertito. «Storie inventate, ma altrettanto possibili», pensate per comporre quel grande romanzo di Vigàta che Camilleri ha progettato.

 

Questa volta al centro delle narrazioni ci sono balli in maschera e presepi viventi, contrabbando di volpini e commerci di salgemma, testamenti con azzardati codicilli e matrimoni che non si possono fare, fuitine maldestre, sfide tra gourmet del gelato. Teatro di questa umanità variegata sono spesso circoli e tavoli da gioco, salotti con tavolini a tre gambe pronti a richiamare gli spiriti, piazze e spiagge del sud della Sicilia. Accanto al riso, all’ironia pungente, allo scherzo, c’è spazio in queste storie pure per la riflessione amara, il momento di pietà, lo sguardo solidale. Perché Vigàta è popolata anche di poveracci costretti ad arrangiarsi, tutti però pieni di dignità e qualche volta baciati da una fortuna che ha qualcosa di magico.


 

ANDREA CAMILLERI 

 

 

Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, vive da molti anni a Roma. Regista, autore teatrale e televisivo, ha scritto saggi sullo spettacolo. Negli anni 1945-50 ha pubblicato racconti e poesie, vincendo anche il Premio St Vincent. Ha insegnato Istituzioni di Regia all'Accademia d'Arte Drammatica. E' sposato, ha tre figlie e quattro nipoti. La mattina, appena alzato, gli piace "tambiasare" per una "mezzorata" circa, facendo tutte quelle cose inutili come raddrizzare un quadro, scorgere la copertina di un libro, etc.  Non ha mai sostenuto l'esame di maturità perchè a metà maggio del 1943 il preside del liceo classico di Agrigento, frequentato da Camilleri, decise che sarebbe valso il solo scrutinio a causa dell'imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate.  

A giugno, infatti, inizia come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  
Durante lo sbarco degli alleati in Sicilia Andrea Camilleri in compagnia di alcuni amici d'infanzia ha assistito ad un episodio che lo ha colpito profondamente. Un soldato americano che aveva i gradi nascosti da fiori alla vista di una tomba tedesca, con un gesto inconsulto, con molta rabbia e odio, spezzò la croce che era stata posta lì con un gesto caritatevole. Quel soldato, si scoprì più tardi, era il generale Patton, militare di alto ingegno e coraggio ma definito dai suoi stessi sottoposti (di chiara origine siciliana) "un uomo fituso". 

Sin dal 1949 Camilleri lavora come regista e sceneggiatore; in queste vesti ha legato il suo nome ad alcune fra le piu' note produzioni poliziesche della TV italiana, come i telefilm del Tenente Sheridan e delCommissario Maigret, e a diverse messe in scena di opere tetrali, sempre con un occhio di riguardo a Pirandello. 

Col passare degli anni ha affiancato a questa attività quella di scrittore; è stato infatti autore di importanti saggi "romanzati" di ambientazione siciliana nati dai suoi personali studi sulla storia dell'isola.  
La scrittura prende finalmente il sopravvento al momento dell'abbandono del lavoro come regista/sceneggiatore per sopraggiunti limiti di età (mai pensione fu più opportuna!). 

Del 1978 è l'esordio nella narrativa con "Il corso delle cose" (Lalli), pubblicato gratis presso un editore "a pagamento" con l'impegno di citare l'editore stesso nei titoli dello sceneggiato TV tratto dal libro, "La mano sugli occhi"; il libro però non viene notato praticamente da nessuno. 

Nel 1980 esce da Garzanti "Un filo di fumo" (riedito poi, come il primo, da Sellerio), primo di una serie di romanzi ambientati nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigàta a cavallo fra la fine dell''800 e l'inizio del '900. 

Ma è nel 1992, con l'apparizione (sempre da Sellerio, che pubblica la gran parte delle sue opere) de "La stagione della caccia", che Camilleri diventa un autore di grande successo: i suoi libri, ristampati più volte, vendono ora mediamente intorno alle 60 mila copie. 

Oltre alle opere ambientate nella Vigàta di un tempo, dal "Birraio di Preston" (1995) -il libro ai suoi tempi più venduto con quasi 70 mila copie- a "La concessione del telefono" (1999), ci sono i gialli della Vigàta odierna del Commissario Montalbano, con l'invenzione del quale arriva il grande successo.  
Montalbano è il protagonista di romanzi (il primo è "La forma dell'acqua", del 1994) e racconti che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non presentano alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Da anni ormai le indagini del sarcastico Commissario, nonchè le atmosfere e il divertente e azzeccato linguaggio italo-siculo dei romanzi e dei personaggi di Camilleri, affascinano migliaia di lettori. 

Nei suoi romanzi l'intreccio poliziesco e' fondamentale, ma in fondo è solo il pretesto per la creazione dei personaggi.  
L'aspetto e il carattere di questi è la parte del lavoro di creazione che Camilleri privilegia. I protagonisti delle sue storie sono spesso, infatti, molto divertenti ed ironici; ma anche molto malinconici, e questo vale in  misura maggiore per il Commissario Montalbano. 

 

 

 

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Nell'immagine Andrea Camilleri e Piero Dorfles - Auditorium Scuderie Aldobrandini Frascati

Photo Elisabetta Bernardini  Copyright 2012

 

 

 

 

 

BARACK OBAMA, I SOGNI DI MIO PADRE - BARACK OBAMA - ED. NUTRIMENTI - EURO 18,00 L'autobiografia del presidente degli Stati Uniti   WWW.NUTRIMENTI.NET

 

 

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Barack Obama racconta i primi trent’anni della sua vita, la storia non facile di un americano nato dal matrimonio fra un uomo di colore, proveniente dal Kenya, e una donna bianca, originaria di una piccola cittadina del Kansas. I sogni di mio padre è un’autobiografia senza reticenze, senza diplomazie o ipocrisie, a ulteriore testimonianza della forza e della novità del linguaggio di Obama, o forse solo perché scritta prima della sua fulminea carriera politica. Una storia che in un linguaggio vivo e diretto, senza veli, racconta più di tanti saggi le difficoltà della società americana e dei suoi giovani di colore. Un viaggio, quello alla scoperta della propria identità, che inizia quando, appena ventunenne, Obama viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Il nuovo presidente degli Stati Uniti ripercorre così la sua infanzia alle Hawaii, dove nasce e dove dopo pochi anni rimane solo con la madre, quando il padre decide di tornare in Africa dalla famiglia d’origine. Non tace sulla difficile adolescenza quando, confuso sulla propria identità, rischia di smarrirsi fra droghe e gang giovanili. E racconta infine il viaggio in Kenya per conoscere i parenti della famiglia di suo padre, ma soprattutto per ritrovare la ‘metà africana’ della sua cultura e identità.

BARACK OBAMA, premio Nobel per la pace, è stato eletto presidente degli Stati Uniti il 4 novembre 2008. È anche autore del libro L'audacia della speranza (Rizzoli). 

La motivazione del Nobel è la seguente: "È stato capace di dare speranza per un mondo migliore".

La commissione ha motivato la decisione presa, riconoscendo gli sforzi del presidente per ridurre gli arsenali nucleari, l'impegno contro il cambiamento climatico, il lavoro per la pace nel mondo aprendo i negoziati al Medio Oriente e la diplomazia con gli organismi internazionali al fine di aprire un dialogo tra popoli, culture, religioni, dove le persone diverse tra loro per fede, razza e religione devono rispettarsi vicendevolmente allo scopo di diminuire queste differenze. È stato capace di dare speranza per un mondo migliore ed è riuscito a catturare l’attenzione di tutte le nazioni.

http://www.nutrimenti.net/Documents.asp?DocumentID=90

www.barackobama.com

 

 

 

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PARADISO E LIBERTA' L'UOMO QUEL DIO PECCATORE - RANIERO LA VALLE - ED PONTE ALLE GRAZIE 

EURO 16,00          WWW.PONTEALLEGRAZIE.IT

 

 

 

 

 

 

La tradizione della fede, una fede che «prevale sulle dottrine che la rappresentano», è una tradizione vivente. Per questo l’esperienza religiosa e la stessa indagine teologica non sono mai fini a se stesse, perché raggiungendo Dio raggiungiamo anche l’uomo e la sua storia. Lungo questa direttrice, Raniero La Valle si interroga sull’enigma della libertà, nella quale, più che nella ragione, trova lo specifico umano e la radice divina dell’uomo, e lo fa assumendo le sfide del mondo, il dramma della crisi spirituale e politica italiana, e dedicando alcune pagine bellissime all’amore e al matrimonio, al mistero del male e del peccato.

Su tutto emerge la modernità del messaggio, ormai irrinunciabile, del Concilio Vaticano II, emblema del rinnovamento della Chiesa del nostro tempo e dell’umanità stessa: l’uomo non è sfigurato, nella sua stessa natura, dalle conseguenze del peccato originale, ma dispone dei doni necessari per affrontare le prove e prendere in mano la storia. Alla domanda più drammatica tramandataci dal Novecento, la risposta è: «Sì, ce la possiamo fare». Nella visione conciliare Dio non si è pentito dell’uomo, vi rimane come immagine e sposa le cause della sua recente liberazione: nel lavoro e nelle lotte sociali, nella riconquistata dignità della donna, nei rapporti fra le nazioni, nel riscatto dei popoli dal dominio e dalla guerra. Nelle parole semplici ma rivoluzionarie di Giovanni XXIII, Pacem in terris, la pace è per la terra: il paradiso, non l’apocalisse.

 

L’AUTORE

 

Raniero La Valle (Roma 1931) è stato parlamentare della Sinistra indipendente dal 1976 al 1992. Da direttore dell’Avvenire d’Italia ha raccontato il Concilio Vaticano II anche ai vescovi che non sapevano il latino. Per la televisione ha documentato storie di ordinario genocidio, si è occupato del Vietnam, della Cambogia, della Palestina e del Salvador, ha seguito i dialoghi tra le religioni e la marcia dei pacifisti a Sarajevo. In Parlamento è stato tra gli artefici della legge sull’obiezione di coscienza. Tra i suoi libri Coraggio del Concilio (Morcelliana, 1964); Dalla parte di Abele (Mondadori, 1971); Fuori dal campo (Mondadori, 1978); con Linda Bimbi Marianella e i suoi fratelli (Feltrinelli, 1983).

 

 

 

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