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INTERVISTE E ARTICOLI 

 


50 + 3 ARGOMENTI DI ATTUALITA'  frammenti di verità cattolica  -  Catechesi dialogica   -  RAFFAELLO MARTINELLI  -  ED. LIBRERIA EDITRICE VATICANA-     WWW.LIBRERIAEDITRICEVATICANA.COM 

 

 

 

Nato da una raccolta di schede catechistiche su argomenti di attualità, il presente volumetto, dal formato tascabile, espone sinteticamente che cosa la Fede cattolica afferma riguardo alle moderne tematiche sociali. Talvolta un po' dimenticate o perfino contestate, poste oggi all'attenzione della gente per vari motivi, tali tematiche, scelte per la pubblicazione e presentate in forma dialogica, sono trattate secondo quanto riportato su documenti della Santa Sede. La ricchezza, completezza e bellezza dei contenuti di suddette documentazioni, può aiutare i lettori a conoscere più da vicino e a vivere di conseguenza più concretamente, la risposta che Cristo può offrire a ognuno che rivolga a Lui la propria fiducia. Una configurazione editoriale del testo basata su domanda e risposta, è utile a rispondere inoltre alle esigenze del mondo odierno, in cui si preferiscono le interviste di tipo giornalistico, formulate in modo sintetico.

 

 

 

S. ECC. MONS. RAFFAELLO MARTINELLI, sacerdote della diocesi di Bergamo, dopo aver conseguito il dottorato in Sacra Teologia con specializzazione in pastorale catechistica presso l'Università Lateranense di Roma, e la laurea in Pedagogia all'Università Cattolica di Milano, è stato dal 1980 al 2009 a servizio della Congregazione per la Dottrina della Fede, ove ha collaborato per oltre 23 anni con l'Em. Card. Joseph Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI. Ha coordinato i lavori di preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, ed è stato impegnato come redattore e coordinatore della segreteria, nella elaborazione del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Dal 1987 è stato anche Rettore del Collegio Ecclesiastico Internazionale San Carlo, e Primicerio della Basilica del Santi Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma. Vescovo di Frascati (Roma) dal 2009, Monsignor Martinelli ha pubblicato diverse opere catechistiche, tra cui "Catechesi in Immagini: Le virtù in simboli negli affreschi della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo in Roma" (Roma 2005-2010); "Gli affreschi della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo, al Corso in Roma" (Roma 2007); "Incontro al Catechismo della Chiesa Cattolica e al suo Compendio" (Roma 2008); "Il Battesimo - Magnifico dono della S.S. Trinità" (Roma 2008); "La Confessione - Il Sacramento dell'Amore Misericordioso di Dio Padre" (Roma 2007 - 2009); "L'Eucaristia: dono incomparabile di Dio agli uomini" (Roma 2006 - 2010); "La Cresima: Dono speciale dello Spirito Santo" (2010).

 

 

 

L'INTERVISTA ALL'AUTORE DEL LIBRO RAFFAELLO MARTINELLI INTENDE OFFRIRE AL PUBBLICO DEI LETTORI UN APPROFONDIMENTO SULLE TEMATICHE TRATTATE NELLA PUBBLICAZIONE.

 

DI ELISABETTA BERNARDINI

 

 

 

D) Mons. Martinelli, in riferimento a questo suo ultimo libro, lei si cimenta in una pubblicazione basata su dei temi di attualità che affronta prendendo come punto di riferimento  i documenti della Santa Sede, ed esponendo quanto la Fede cattolica afferma in merito alla modernità. Cominciando proprio dall'Autore, esattamente lo scorso 8 aprile, lei ha festeggiato i suoi quarant’anni di sacerdozio. Rimanendo appunto in tema di modernità, che cosa significa essere sacerdote oggi, rispetto al passato? 

 

R) Beh, sicuramente alcune cose restano tali e quali, in quanto essere sacerdote è determinato da Dio per cui certi elementi, certi pilastri, rimangono identici, anche col passare del tempo. Altre cose, il contesto in cui il sacerdote opera, le persone, le modalità di esercizio, il modo di accostarsi ai vari problemi, agli avvenimenti, e soprattutto alle persone, certo che cambiano…

 

 

 

 

D) Nel libro, uno dei temi fra i più approfonditi è quello della famiglia, e dell'importanza che questa riveste nella società. Le chiedo, ma lei non ha mai pensato, prima di entrare in seminario, di avere una vita diversa, ad avere una famiglia, anziché diventare sacerdote?

 

R) Tenga presente che non si può essere ordinati sacerdoti prima dei 24 anni di età, e se non c’è un Vescovo che ordini un uomo sacerdote, questo non può accedere al sacerdozio, né può avere mai la certezza di essere chiamato a ricevere questo stupendo dono di Dio. 

Pertanto quando uno sente questa vocazione, che può avvenire in qualsiasi momento della vita, dopo attente riflessioni che si valutano in particolare anche in famiglia, in parrocchia, in seminario…si prende la decisione.

Ad avere una famiglia, certo che ho pensato alla possibilità di avere una famiglia ed è logico, anzi doveroso, che uno ci pensi. 

Ma ogni scelta per la propria vita va fatta in modo responsabile, e soprattutto ci si deve, da ragazzi e da giovani, porre la domanda: Signore, tu che mi conosci e mi ami più e prima di ogni altro, e che vuoi la mia piena e vera felicità, quale progetto hai su di me, che cosa desideri che io faccia da grande?

Affinché una scelta sia fatta con sensatezza, è necessario prima approfondire, verificare. E affinché una scelta sia fatta in modo maturo e responsabile si devono prendere in considerazione anche altre scelte. 

Io fra l’altro provengo da una famiglia molto unita e numerosa, con due genitori che erano molto uniti fra loro, ho sorelle e fratello, che sono sposati, sono zio e anche prozio…dunque possibilità, occasioni di pensare a farmi una famiglia ne ho avute molte.  

Ogni scelta poi, che si fa per la vita, va fatta per sempre…è definitiva, sia da sposati, sia da sacerdoti!

 

 

D) Nella Chiesa Cattolica non è previsto il matrimonio per i sacerdoti...tale legislazione non rappresenta forse una limitazione?

 

R) Nella Chiesa Cattolica di rito latino, il sacerdote deve rimanere celibe per sempre. Questo non è richiesto nella Chiesa Orientale, ad eccezione dei monaci e dei Vescovi, che invece anche lì devono essere celibi. Ma chi si avvicina alla Chiesa Latina con l’intenzione di diventare sacerdote, sa bene che è chiamato anche al celibato. Questo non è un impoverimento, ma è un ulteriore modo di essere totalmente di Dio, essere aperto a tutti e pienamente disponibile verso gli altri. Non è certo una violazione della libertà della persona, la quale sa che, diventando sacerdote, abbraccia liberamente anche il celibato… Certe scelte si maturano in modo consapevole e responsabile… La Chiesa Latina, dal 4° secolo ha individuato questa formula, di unire al sacramento dell’Ordine anche il celibato, per tutta una serie di ragioni, che tutt’ora la Chiesa latina ritiene valide e quanto mai opportune. 

Comunque anche altre religioni nel mondo prevedono il celibato.

 

D) Si profila per il futuro l'ipotesi di cambiare tale legislazione? 

 

R) Ma vede.., non essendo strettamente legato il sacerdozio al celibato e il celibato al sacerdozio, (considerando a tal proposito gli apostoli, alcuni dei quali, come ad esempio San Pietro che aveva una suocera, sappiamo che erano sposati), tuttavia, non credo proprio che Papa Benedetto XVI cambierà questo tipo di legislazione.

E per il futuro? Il futuro lo sa solo Dio. 

Io credo comunque che pure in futuro la testimonianza di una donazione totale celibataria del sacerdote a Dio, alla società, alla comunità e ai fedeli, se vissuta in modo gioioso e positivo, non rappresenta un restringimento, un impoverimento, una limitazione, ma un’apertura, e quindi sono convinto che questa istituzione del celibato nel sacerdozio abbia ancora molto da dare e da dire alla società stessa, e non solo alla Chiesa, e pertanto ritengo che non ci saranno cambiamenti in tal senso.

 

 

D) Ritornando al tema della famiglia, questo argomento viene trattato così ampiamente nel Suo volume, da coinvolgere nella tematica discussioni inerenti anche alle coppie di fatto e alle coppie omosessuali, argomento trattato nel XLII capitolo. Può chiarirci meglio questo punto?

 

 

R) E’ necessario anzitutto distinguere tra persona omosessuale e comportamento omosessuale. 

La persona umana ha diritto al massimo rispetto da parte di chiunque. La sua dignità va riconosciuta e rispettata a prescindere dai suoi rapporti umani, dalle sue azioni e abitudini. La persona, in quanto persona, ogni persona, ha diritto al massimo rispetto. La dignità della persona non va determinata dal suo orientamento sessuale, anche se va detto che l’orientamento sessuale, la dimensione sessuale della persona è una sua componente essenziale. Ma in quanto persona in sé, sia questa donna o uomo e a prescindere dai suoi orientamenti sessuali, la sua dignità non deve mai venire meno, ed è fuori discussione il rispetto. Non si può infatti dimenticare che la persona umana, in quanto creata a immagine e somiglianza di Dio, precede e trascende la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale.

Quanto al comportamento omosessuale, la fede cristiana dice no a tale comportamento omosessuale, in quanto la fede cristiana riconosce che, solo nel sacramento del matrimonio, il rapporto sessuale raggiunge la pienezza dei suoi due principali significati: quello unitivo e quello procreativo. 

Quindi l’evitare il rapporto sessuale, al di fuori del sacramento del matrimonio, è richiesto sia all’eterosessuale che all’omosessuale.

 

D) Nel corso dei suoi quarant'anni di sacerdozio, per 23 anni, prestando servizio nella Congregazione della Dottrina della Fede, ha avuto modo di conoscere da vicino l'Em. Cardinale Ratzinger, prima ancora che diventasse Papa Benedetto XVI. Che cosa ha rappresentato per lei questa esperienza di vita e di lavoro e come ricorda la sua figura? 

 

R) Poter collaborare con Papa Benedetto XVI è stato un dono, una grazia che Dio mi ha concesso inaspettatamente. Io sono entrato nella Congregazione della Dottrina della Fede nel 1980, circa due anni prima di Papa Ratzinger, il quale poi nel 1985 fu nominato Presidente della Commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, di cui quest’anno, il prossimo mese di ottobre, ricorre il 20mo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, proprio in concomitanza con i 50 anni del Concilio Vaticano II .

Durante questa mio lavoro in Congregazione, ho frequentato a lungo e spesso l’Em. Cardinale Ratzinger, anche per le numerose occasioni offertimi dalla mia collaborazione data nella redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Di lui ho sempre apprezzato la dolcezza e la serenità nell’affrontare i problemi e questo mi ha sempre più stupito. Ricordo in particolare la sua competenza e precisione dottrinale-teologica, una fedeltà indefettibile a Gesù Cristo e un amore smisurato alla Chiesa, il suo essere attento ai problemi di oggi e di tutti, ricercando sempre le soluzioni adeguate, fedeli ai pilastri fondamentali del Cristianesimo….

 

D) In un'epoca come quella che stiamo vivendo, lo strumento del dialogo fra i popoli appare come il più efficace per scongiurare litigi e guerre, in particolare fra differenti orientamenti dottrinali. Eppure la necessità di aprirsi a un dialogo si rivela fondamentale anche fra i seguaci di una stessa fede, ovvero fra Cristiani, siano questi cattolici, protestanti, anglicani... e Papa Benedetto XVI è particolarmente attento a favorire una riunificazione di tutti i fedeli in Cristo.

Ma funziona il dialogo ecumenico, gli sforzi che la Chiesa sta facendo producono dei buoni risultati?

 

R) Effettivamente Papa Benedetto si preoccupa di favorire l’ecumenismo, in sintonia con gli insegnamenti di Gesù Cristo, che ha pregato vivamente il Padre perché tutti siano uno, sotto la guida di un solo pastore. 

E’ questa del resto la preoccupazione di ogni Papa o Vescovo, ma anche di ogni fedele, cercando di superare le divisioni di carattere storico, teologico, dottrinale, pastorale che si sono affermate nei secoli, per arrivare a quella unità desiderata da Cristo. 

Il mondo inoltre ha bisogno di unità e di concordia: per questo è necessario offrire al mondo un segno di unità per affrontare i problemi che la società vive… E la Chiesa Cattolica è chiamata ad offrire questo segno, ricercando questa unità ad intra et ad extra. L’impegno c’è, anche se con alcune comunità ecclesiali si raggiungono buoni risultati, e la vicinanza e il dialogo sono più facili, mentre con altre ci sono maggiori difficoltà… 

 

 

D) Dialogano Papa Benedetto XVI con la regina Elisabetta?

 

R) Lui dialoga con tutti, soprattutto su argomentazioni di carattere teologico ecclesiale, Poi certo, il Papa è anche un capo di Stato, anche se di un piccolo Stato, e quindi dialoga con tutti i capi di Stato…

 

 

D) Si trovano i punti di accordo?

 

R) Su molti piani, come la pace e l’impegno a favore dei poveri, il miglioramento delle condizioni sociali e della persona, l’intesa ci può essere: sicuramente su molte cose concrete si può lavorare insieme… 

 

 

D) Questo riguardo al dialogo ecumenico, ma sul piano del dialogo interreligioso?

 

R) Con gli Ebrei, che sono i nostri fratelli maggiori, se e quando il dialogo è affrontato in una dimensione e su questioni strettamente religiose, è più facile l’incontro, ma è quando si riveste di altri connotati, non propriamente religiosi, che si fa più difficoltoso. Comunque anche con i Musulmani vi sono elementi che ci uniscono e altri che invece ci separano. Ma ognuno deve anche essere se stesso e rispettare la propria identità, come pure deve conoscere e rispettare l’identità dell’altro. 

 

 

D) Ma i Musulmani sono disposti a collaborare, a concedere spazi alla Chiesa nelle loro terre o loro vogliono tanto, ma poi danno poco o nulla in cambio?

 

R) Non generalizziamo anche su questo. Si, è vero che ci sono effettivamente Paesi musulmani dove prevale questo orientamento di proibire la costruzione di chiese ed esprimere la propria fede nei propri territori, ma in altri la collaborazione e il dialogo sono proficui e positivi pure sotto questo aspetto… E’ pur vero che qualcuno chiede il principio del “contraccambio”: se noi concediamo di qua, anche loro devono concedere di là.

Tuttavia se da parte altrui non c’è corrispondenza, noi cristiani dobbiamo pur sempre dare l’esempio, dobbiamo rispettare il diritto di ciascuno a vivere il suo credo religioso da solo o con gli altri. 

Nello stesso tempo non dobbiamo rinunciare a proporre (non imporre) la bellezza e la gioia della fede, donataci da Cristo Gesù, che non è venuto per togliere qualcosa alla persona umana, ma per condurla alla pienezza della vita, della verità, della felicità.

 

 

D) Facendo la fine dei martiri?

 

R) I martiri ci sono sempre stati nella storia della Chiesa. I Padri della Chiesa dicevano che dal sangue dei martiri fiorisce nuova fede e quindi il martirio è sempre presente nella religione cristiana… Non dimentichiamo poi, che, se anche non siamo o non saremo chiamati al martirio di sangue, dobbiamo però ricordare che, quando una persona abbraccia la religione cristiana, è sempre chiamata ad andare controcorrente, a testimoniare la propria fede con coraggio, senza paura e senza mai vergognarsi di essere e di dirsi cristiana…

 

D) Gli Ebrei non vogliono che in chiesa si preghi per loro, desiderano che venga eliminata questa formula dalle celebrazioni eucaristiche...

 

R) Questo mi dispiace molto. Io sarei lieto se pure loro pregassero per me, per noi cristiani, che, d'altra parte, non usiamo e non lanciamo slogan contro nessuno..., ma anzi preghiamo, sia in privato che in pubblico, per tutti. 

 

 

D) Dopo quanto detto mi sorge spontanea una domanda: che cosa unisce e che cosa divide le tre grandi fedi: cristiani, musulmani ed ebrei ?

 

R) Ci unisce quello che è il credo in un solo Dio, il monoteismo… a dividerci è in realtà proprio il cuore della fede di ognuno, gli elementi che sono i capisaldi delle confessioni religiose di ognuno.

Ad esempio noi cristiani, e solo noi, affermiamo che Dio è Uno e Trino, e che il Figlio di Dio si è fatto uomo, concepito per opera dello Spirito Santo nel grembo della Vergine Maria, ed è morto e soprattutto è risorto per salvare tutta l’umanità.

 

D) E in Terrasanta c'è ancora posto per i fedeli cristiani? 

 

R) Anche in Terrasanta, rispetto ai primi tempi, in Medio Oriente, oggi per tutta una serie di problemi, difficoltà e situazioni varie, i cristiani si sono molto ridotti di numero. Tuttavia, mi pare che non è diminuito il livello di una presenza di qualità, che è impegnata a dare il meglio e il massimo sempre, ovunque…

 

 

 

 

 

 

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