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INTERVISTE E ARTICOLI

IO DIRO' LA VERITA' - INTERVISTA A GIORDANO BRUNO - GUIDO DEL GIUDICE - 

 DI RENZO EDITORE  EURO 12,00 

 

giordano-bruno-processo

  

“Io dirò la verità!”. Così esordisce Giordano Bruno nel primo dei sette costituti, gli interrogatori cui fu sottoposto nel corso del processo veneto. E dire la verità sul filosofo Nolano è ciò che si propone Guido del Giudice in questa immaginaria intervista che, come osserva Angelo Tonelli nella sua prefazione: “viene a porsi come una pietra miliare nella divulgazione non banalizzante del pensiero bruniano, così attuale nella sua inattualità.”

 

GUIDO DEL GIUDICE (1957), scrittore e filosofo, dopo la laurea in medicina, si occupato di studi letterari e filosofici, in particolare della vita e dell'opera di Giordano Bruno, al quale ha dedicato diversi scritti. Membro del comitato scientifico della Nicolas Benzin Stiftung di Francoforte, nel 2008 è stato insignito del "Premio internazionale "Giordano Bruno" dall'accademia internazionale partenopea "Federico II" al suo libro La disputa di Cambrai.

Considerato come uno dei più profondi conoscitori della vita e dell'opera di Giordano Bruno ha dedicato al filosofo nolano decenni di studi profondi e appassionati, ripercorrendo l'itinerario della sua "perenigratio" visitando tutti i luoghi in cui egli soggiornò, alla ricerca di tracce e informazioni inedite. Ciò gli ha consentito, tra l'altro, di rinvenire su un esemplare del Camoeracensis Acrotismus, conservato nella Biblioteca del Klementinum a Praga, una inedita firma del filosofo.

Ha identificato inoltre nella Oratio Valedictoria una citazione del Gargantua et Pantagruel, che consente di annoverare Francois Rabelais tra le fonti più privilegiate di Bruno. Le sue ricerche in Svizzera, per la realizzazione della prima traduzione italiana della Summa Terminorum Metaphysicorum, gli hanno permesso di illuminare nei dettagli un periodo finora sconosciuto della vita del filosofo, provando gli importanti rapporti da lui intrattenuti con il Movimento dei Rosacroce.Nel 2008 ha vinto la prima edizione del Premio internazionale Giordano Bruno con il libro La disputa di Cambrai.

Dal 1998 è il curatore del sito internet www.giordanobruno.com punto di riferimento per appassionati e studiosi di tutto il mondo.

 

Dello stesso autore ricordiamo i seguenti libri

 

LE COINCIDENZE DEGLI OPPOSTI. GIORDANO BRUNO TRA ORIENTE E OCCIDENTE.(2005)

 

DUE ORAZIONI. ORATIO VALEDICTORIA. ORATIO CONSOLATORIA. (2006)

 

LA DISPUTA DI CAMBRAI. CAMOERACENSIS ACROTISMUS. (2008)

 

IL DIO DEI GEOMETRI. QUATTRO DIALOGHI. (2009) 

 

SOMMA DEI TERMINI METAFISICI CON IL SAGGIO BRUNO IN SVIZZERA TRA ALCHIMISTI E ROSACROCE. (2010)

 

 

 

 

INTERVISTA A GUIDO DEL GIUDICE, AUTORE DEL LIBRO "IO DIRO' LA VERITA'"

ELISABETTA BERNARDINI

 

D) Professor Del Giudice, come si è avvicinato a Giordano Bruno, quando ha incominciato ad appassionarsi a questa figura, se di una passione si tratta…

 

 

R) La mia passione per Bruno nasce sui banchi del liceo classico Umberto I di Napoli, dove sono nato.
Mi ha sempre colpito che nonostante le attestazioni di stima e di ammirazione, nel corso di questi quattro secoli, le Sue opere e il Suo pensiero non avessero avuto il riconoscimento e la diffusione che avrebbero meritato. Quasi per gioco, nel 1998, decisi di creare un sito web dedicato al Nolano. Con mia grande sorpresa, cominciai a ricevere numerosi messaggi e iscrizioni alla mailing list e, cosa ancor più sorprendente, da tutto il mondo e in tutte le lingue. Ciò rafforzò il mio impegno, facendomi capire il grande interesse per il filosofo. L’impulso decisivo giunse nell’anno 2000, ricorrenza del IV centenario del “rogo di Campo de’ fiori”, quando il mio sito diventò il punto di riferimento di studiosi e semplici appassionati, desiderosi di dare il loro contributo per tener desta la memoria e l'insegnamento del filosofo Nolano. Bruno non rifiutava nessuna via d'accesso alla conoscenza: il maestro dell'ars memoriae, teorizzatore di un'intelligenza artificiale, non avrebbe sicuramente disdegnato, oggi, di navigare su Internet.

 

 

 

D) Per questo, immagino, intitolò il suo primo libro "www Giordano Bruno"...

 

R) Nel 2000 uscì anche il mio primo libro sul filosofo dal titolo “www giordano bruno”, ispirato proprio alla mia esperienza di divulgazione sul Web. Ad esso ne sono seguiti fino ad oggi altri sei, tutti per i tipi dell’editore Di Renzo, si tratta di studi come “La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente” e il recentissimo “Io dirò la verità”, o di traduzioni di opere Bruniane, alcune assolutamente inedite come “La disputa di Cambrai” e la “Somma dei termini metafisici”, precedute da saggi introduttivi che ne chiariscono luoghi e personaggi. Il mio metodo di ricerca, infatti, consiste nel recarmi personalmente sui luoghi dove le opere sono state composte per ricrearne le atmosfere e scoprire particolari inediti. E’ un approccio che, nel caso di un personaggio come Bruno perennemente “on the road”, si è rivelato particolarmente fecondo, consentendomi alcune notevoli inedite scoperte, come quelle di una firma autografa del filosofo e dei contatti intercorsi con il movimento dei Rosacroce.

 

 

 

D) Oltre al sito internet e ai suoi libri, a destare altrettanto interesse è sia il film documentario “Giordano Bruno e i Rosacroce” e sia il video pubblicato su Youtube dal titolo "sulle orme di Giordano Bruno". Seguendo un po’ tutto il percorso editoriale a lui dedicato, devo dire prima di tutto che di quest'uomo, di questo filosofo, emerge una figura piuttosto inquietante e tormentata e la mia impressione è che Giordano Bruno fosse un uomo veramente intelligente e sensibile, molto razionale ma, in realtà, alla disperata ricerca di Dio, e sappiamo che Dio difficilmente si trova percorrendo le vie della "razionalità". Giordano Bruno tentò addirittura di spiegare chi o che cosa fosse in realtà Dio e alla fine, lo definisce presente nella Natura, come Chi crea la Natura ma questa presenza è come un'ombra allora tutto è “ombratile”... che delusione!

 

 

R) Non c’è nulla di più sbagliato del parlare di un “ateismo” di Bruno. Per lui Dio esiste ed è uno: Unico e Solo. Ma questo è tutto ciò che se ne può dire, poiché ineffabile è la sua identità. Perciò, se l’esistenza di Dio per Bruno non è mai in discussione, non per questo si può accedere alla sua conoscenza per via razionale. Egli è talmente al di là delle nostre capacità di comprensione da rendere inutile qualsiasi tentativo di figurarcene l’essenza e gli attributi. Ciò che possiamo, invece, arrivare a contemplare, con un enorme sforzo di conoscenza, è la sua forma comunicata, quella “umbratile” che coincide con ciò che chiamiamo universo. Personalmente, mi sembra un’impresa tutt’altro che deludente rintracciare l’orma divina nei meccanismi eterni che regolano la Natura.

 

 

D) Ma che tipo di uomo emerge dalle sue ricerche, chi è Giordano Bruno che lei definisce un maratoneta del pensiero?

 

 

R) La mia definizione di “maratoneta del pensiero” si riferisce all’instancabile, frenetica peregrinatio che spinse quest’uomo “piccolo e scarno” a percorrere, in balia di cocchieri disonesti e insidie di ogni genere, circa diecimila chilometri, in una Europa dilaniata da guerre civili e conflitti religiosi. Descrivere in modo conciso ed efficace chi era veramente Giordano Bruno non è impresa facile: saranno i lettori a giudicare se, nel mio libro, ci sono riuscito, almeno in parte. Di certo sono da evitare le etichette di stampo anticlericale che si cerca di affibbiargli: la sua condanna di tutte le chiese non riguardava l’istituzione in quanto tale che anzi, in ossequio ai principi Machiavellici, riteneva utile a mantenere il volgo nell’ordine e nella pace sociale. Egli non fu, dunque, un martire; fu semplicemente un pensatore illuminato e coerente fino allo stremo. Era uno di quegli esseri geniali in anticipo sui tempi, quei Mercuri inviati sulla terra in determinate epoche, ispirati da una visione profetica dell’umanità e dell’universo. Era uno che amava la vita in tutti i suoi aspetti, poiché riconosceva in tutte le sue manifestazioni, l’espressione della divinità. Era conscio del proprio valore e rispettava quello degli altri, quello vero però, non quello stabilito dalle consuetudini e dalle convenienze. Furono questi gli ideali che egli perseguì per tutta la vita, fino all’estrema conseguenza del rogo di Campo de’ Fiori.

 

 

D) Come può Giordano Bruno affermare “io dirò la verità” a quale verità si riferisce? Considerando che questa frase è diventata il titolo del suo libro…

 

 

R) “Io dirò la verità” è la formula con cui Bruno inizia i suoi “costituti”, ossia gli interrogatori davanti al tribunale dell’Inquisizione veneta. Ho preso a prestito questa frase, come titolo del mio libro, per esprimere, allo stesso tempo, il rigore filosofico che animava il Nolano e il tentativo che ha sempre ispirato la mia ricerca, di far conoscere i suoi veri insegnamenti, aldilà delle strumentalizzazioni culturali e politico-religiose, di cui sono stati oggetto nel corso dei secoli, fino ad oggi.

 

 

 

D) Oggi, a distanza di secoli dall’epoca in cui si muoveva Giordano Bruno, e in considerazione del fatto che la nostra epoca è sostanzialmente mutata, improntata da grandi trasformazioni socio-culturali, (quella stessa Chiesa, che bruciò Giordano Bruno, dimostra ora un certo ravvedimento riguardo a quel tragico episodio), appunto ancora oggi la figura di questo filosofo fa molto parlare e discutere, ed ha molti seguaci, perché questo? Oltretutto come abbiamo già detto, lei ha messo in internet un sito interamente dedicato al filosofo nolano: che insegnamenti possiamo, o dobbiamo, trarre da Giordano Bruno e dal suo pensiero. Non sarà forse quest’uomo considerato un po’ come un mito?

 

 

R) Quanto al ravvedimento della Chiesa, ci andrei cauto. il Nolano e la Chiesa cattolica sono inconciliabili, in quanto la filosofia Bruniana e’ radicalmente anticristiana. Non credo alla riabilitazione del Vaticano, e ricordo che già nel Duemila, in occasione del quarto centenario del rogo, la lettera del cardinal Sodano fu esplicita: pur concedendo la sproporzione della condanna inflitta al filosofo, la Chiesa ne difendeva ancora storicisticamente la legittimità.  Per quanto detto, è chiaro che definirsi "seguace" di un personaggio che fu sempre avverso a settarismi di qualsiasi genere al punto da stabilire l'invidiabile record di farsi scomunicare da tutte le principali Chiese, non può certo nascere da faziosità o fanatismo.                                                     

Sentirsi discepoli del Nolano significa anzi esattamente I'opposto. “Seguace”, di Bruno è chi è pronto a battersi a qualsiasi costo in nome della tolleranza e della libertà di pensiero e, soprattutto non è schiavo di quell'abitudine a credere che egli identificasse nei peripatetici, ottusi assertori di una dottrina, quella di Aristotele, non soltanto criticabile ma che nemmeno conoscevano perfettamente. Bruno si era definito, nel prologo del Candelaio "academico di nulla academia". Per lui i parrucconi che sentenziavano dall'alto dei pulpiti universitari erano soltanto dei "pedanti". La distinzione ha un'importanza fondamentale ancora oggi perché si sono creati, intorno alla figura del Nolano, due distinti gruppi di appassionati: da un lato i 'Brunisti", per lo più di ambiente universitario, animati quindi da un interesse essenzialmente professionale, e dall'altro i 'Bruniani", ammiratori autentici, conquistati dal fascino e dagli insegnamenti del filosofo. Non c'è alcun rapporto di subalternità tra i due schieramenti, anzi molto spesso i Bruniani si rivelano molto più fedeli ai veri ideali del Nolano rispetto a chi ne fa soltanto un argomento di disputa accademica, spesso nemmeno tanto edificante. L'osservatorio privilegiato costituito dal mio sito web mi ha consentito, negli anni, di apprezzare il notevole impegno con cui migliaia di liberi pensatori nel mondo s’interessano all'opera di Bruno. La questione del “mito” è, nel caso di Bruno, particolarmente delicata e importante. Il tragico rogo di Campo de’ fiori rappresenta ancora oggi, al tempo stesso, la sua condanna e la sua consacrazione. Se da un lato, infatti, ne ha tenuto desto il ricordo, nonostante la persecuzione di cattolici e accademici, dall’altro ha alimentato quei falsi miti del “mago” e del “martire”, che continuano a ostacolare la corretta interpretazione di un pensiero quanto mai vivo e attuale.

 

 

D) Professore, può indicarci i punti essenziali del suo libro, quelli che contraddistinguono la sua pubblicazione, in mezzo alle innumerevoli edizioni pubblicate anche di recente non solo in Italia?

 

R) I miei precedenti lavori, pur sforzandosi di venire incontro alle esigenze di un pubblico che non fosse di soli specialisti, presupponevano una conoscenza di base della “Nolana filosofia”. E’ il caso de “La coincidenza degli opposti” in cui ho evidenziato le analogie esistenti tra aspetti della filosofia di Bruno e le dottrine orientali. Negli altri casi si trattava della traduzione italiana di opere finora inedite perché giudicate minori ma contenenti preziosi spunti per una migliore definizione del suo pensiero. Con “Io dirò la verità” mi sono proposto, invece,  di realizzare un’opera che offrisse ai semplici appassionati, e soprattutto agli studenti, una visione globale del pensiero e della tormentata vicenda umana del filosofo, riassumendone gli aspetti fondamentali in una forma, quella dell’ “intervista immaginaria”, decisamente più accessibile e accattivante. La scelta della forma dialogica è stata dettata dalla volontà di presentare il complesso sistema di pensiero di Giordano Bruno, non limitandosi, come solitamente avviene, alle idee cosmologiche e anticattoliche, in uno stile piano e comprensibile anche a chi si avvicini al filosofo con un approccio non accademico. L’incontro in carcere con i suoi accusatori ha rappresentato il pretesto ideale per consentire al Nolano di illustrare in prima persona le sue posizioni filosofiche, nell'ambito di una cornice storica ricostruita sulla scorta d’inedite ricerche. Quest’opera costituisce un po’ il condensato della mia interpretazione Bruniana e si rivolge principalmente ai giovani, che da oltre un decennio mi propongo di avvicinare al pensiero del filosofo. Il libro costituisce, a mio avviso, lo strumento ideale per avvicinare in modo corretto il filosofo Bruno al grande pubblico, per cui un progetto che mi sta particolarmente a cuore è di realizzarne la traduzione nelle principali lingue estere. Non per niente, il Nolano fu uno dei primi a sostenere l’importanza delle traduzioni, essenziali perché tutte le scienze possano diffondersi, anche a rischio di piccoli travisamenti del pensiero. Nel frattempo continuerò, con entusiasmo, a mettere le mie conoscenze a disposizione di chiunque voglia approfondire la conoscenza del Nolano, utilizzando linguaggi più moderni e diretti, come avvenuto per i due documentari che lei ha ricordato, che hanno riscosso notevole successo e che avranno presto un seguito. 

 

 

D) Anche il collegamento di Bruno con i Rosacroce è sicuramente un elemento centrale e distintivo nella sua opera. Questa scoperta in che modo trasforma e arricchisce il dibattito sul filosofo campano?

 

 

R) Gli studi effettuati per la realizzazione della prima traduzione in assoluto della “Summa terminorum metaphysicorum” mi hanno, in effetti, consentito di aprire un inedito, interessante filone di ricerca e di dibattito. Le mie scoperte sui rapporti tra Bruno e i movimenti proto rosacrociani hanno dato conferma e sostanza alle ipotesi, che erano state soltanto abbozzate dalla grande Frances Yates. L’insegnamento di Bruno e la setta di Giordanisti da lui fondata in Germania esercitarono un influsso che ancora oggi è riconosciuto con convinzione dal movimento rosacrociano. Soprattutto intorno alla teoria del macrocosmo e del microcosmo è possibile rintracciare un’evidente sintonia tra la Nolana filosofia e la dottrina dei Rosacroce. Non si può parlare, però, di un arruolamento militante del filosofo nel movimento. Fondamentale, nel delimitare le differenze, è il radicale anticristianesimo del Nolano, che vede in Cristo soltanto un uomo, e a nessun uomo egli riconosce una funzione intermediatrice che ognuno di noi già non possegga. Bruno non riconosce nessuna autorità umana nel relazionarsi ad un Dio peraltro inconoscibile nella sua vera essenza. La genealogia dell’antica sapienza, per lui si arresta in Egitto. La sua strada e quella dei Rosacroce, dopo un comune cammino, divergono all’incrocio col Cristianesimo. A parte queste dovute distinzioni, restano innegabili le analogie e le assonanze. Se è possibile che già durante il periodo zurighese, siano emerse suggestioni rosacrociane, è in sostanza certo che il suo allievo Raphael Egli convogliò successivamente parecchi dei concetti che aveva assimilato durante la sua frequentazione Bruniana, nella dottrina della Confraternita, di cui in Germania fu un sicuro ispiratore.

 

 

D) Questa sua importante attività di ricerca trasposta nel libro “Io dirò la verità”, avrà un seguito?

 

R)Soltanto una parte dei Testi di Egli conservati a Zurigo è stata studiata nei dettagli: vi è una massa notevole di manoscritti che attende ancora di essere analizzata. Il progetto al quale sto lavorando adesso è quello di approfondire lo studio di questi documenti, per realizzare un saggio che inquadri in maniera definitiva e il più possibile circostanziata, i rapporti tra Giordano Bruno e il movimento dei Rosacroce.

 

 

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