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INTERVISTA A ANTONIO CAPRARICA


LA CLASSE NON E’ ACQUA dall’inviato speciale alla Corte di Elisabetta un viaggio

nell’eccentrico mondo degli aristocratici inglesi – ANTONIO CAPRARICA – ED. SPERLING&KUPFER – RAI ERI – EURO 19,00

WWW.SPERLING.ITlink

 

 

Un’incontenibile passione per i cavalli e i cani, una vena di follia nei cromosomi, un patrimonio famigliare che include diverse migliaia di ettari di terra e alcuni manieri, un corso di studi a Eton. Ecco le prerogative dell’aristocrazia terriera, una classe sopravvissuta solo in Gran Bretagna, che continua a dominare le fantasie e le aspirazioni non soltanto dei connazionali ma anche di milioni di italiani appassionati di matrimoni reali e bisticci di Corte. Nell’isola d’Oltremanica, una schiera di milleduecento famiglie di sangue blu possiede un terzo del territorio, più o meno l’equivalente dell’Italia del Nord. Benché spogliata da Tony Blair del diritto ereditario di sedere nella Camera dei Lord, la Nobiltà non ha perso né il suo fascino né le sue ricchezze, né l’eccentricità, che consegna figure memorabili alla storia universale della dissipazione. E anche se le meno facoltose delle landed families, per poter mantenere le loro magioni, hanno dovuto trasformarle in bed&breakfast, l’immagine del gentiluomo di campagna che vive, con decine di servitori, in un castello circondato da boschi non è affatto tramontata. Chi sono e come vivono i discendenti di quei duchi, marchesi e conti i cui nomi sono disseminati nelle pagine più importanti della storia inglese? Antonio Caprarica li ha seguiti nei loro uffici nella City, nei club più esclusivi, nei secolari appuntamenti delle corse dei cavalli ad Ascot e della caccia alla volpe a Badminton disegnando un ritratto particolareggiato e spumeggiante dei vizi privati e delle pubbliche virtù dei gentiluomini che hanno resistito non solo alla rivoluzione francese ma anche alla modernità. Ricco di informazioni, storie, curiosità e dello humour che contraddistingue lo stile dell’autore, un irresistibile reportage dal favoloso mondo che ruota intorno all’antichissima e sacra istituzione britannica incarnata da Elisabetta II.

 

ANTONIO CAPRARICA nato a Lecce nel 1951, giornalista e scrittore, dopo la laurea in filosofia con Lucio Colletti, è stato commentatore politico dell’Unità e poi, condirettore di Paese Sera. Tra il 1988 e il 2006 è stato successivamente a capo delle sedi di corrispondenza della RAI dal Medioriente, da Mosca, Londra e Parigi. Dopo tre anni a Roma come direttore di Radio Uno e dei Giornali Radio Rai, è tornato a dirigere la sede Rai nell’amata Londra. Con Sperling&Kupfer ha pubblicato “Dio ci salvi dagli inglesi…o no?! vincitore del Premio Gaeta per la letteratura di viaggio; Come è dolce Parigi…o no?!2007, Gli Italiani la sanno lunga…o no?! 2008, I granduchi di soldonia, 2009; C’era una volta in Italia, 2010, premio Fregene Speciale per il 150mo dell’Unità, e il romanzo La ragazza dei passi perduti, con Giorgio Rossi, 1986 e 2006. E’ vincitore di numerosi premi di giornalismo tra i più prestigiosi: Ischia, Fregene, Frajese, Val di Sole.

 

 

INTERVISTA A ANTONIO CAPARARICA AUTORE DEL PRESENTE VOLUME –

Elisabetta Bernardini

 

 

Professor Caprarica, certamente l'aristocrazia inglese è particolarmente affascinante e giustamente, a mio avviso, Lei definisce gli inglesi come "ultimi veri aristocratici". Nondimeno nel Suo libro Lei è così abile da mostrarci per iscritto, voglio dire a parole, quello che è il mondo aristocratico inglese... senza dover necessariamente ricorrere alle immagini fotografiche, in un testo ricco di contenuti per cui la lettura scorre gradevolmente. Detto questo, in considerazione del fatto che da moltissimi anni Lei vive a Londra e dopo aver pubblicato "Dio ci salvi dagli inglesi...o no?" nel 2006, cosa intende offrire ai lettori con questa nuova pubblicazione? Possiamo definirla in qualche modo un prosieguo in chiave aristocratica del precedente libro?

 

R) Diciamo che è un nuovo capitolo del mio racconto sull'Inghilterra . Mi ha divertito molto mostrare, in questo libro, come sotto la sottilissima vernice "democratica", multietnica e "aperta" della società britannica continui a prosperare la perenne ossessione di classe. E' come se nel DNA degli inglesi fosse inscritta per sempre la deferenza comandata dalla posizione sociale, dalla ricchezza, dalla nobiltà, dal privilegio. Come dice Roy Hattersley, gli aristocratici inglesi si avvantaggiano di ciò che altrove è considerato un danno e qui una benedizione: essi sono un anacronismo. Che fa ancora impazzire il pubblico.

 

In particolare, una cosa m’incuriosisce chiederLe: secondo Lei gli aristocratici inglesi sono davvero aperti ai borghesi, al popolo, per così dire?

 

R) Al contrario, non sono aperti per niente, però sanno adattarsi. Capiscono quando devono arrendersi. Kate Middleton è stata accolta dai nobili amici del futuro marito con risolini di scherno e battute pesanti sulle modeste origini della sua famiglia. Ma quando hanno capito che sarebbe diventata la loro regina, anche duchi e conti hanno piegato il capo e le ginocchia. Ricordando forse quel che diceva la prima Elisabetta, la Grande che inventò l'impero marittimo: "la nobiltà è solo vecchia ricchezza".

 

 

In effetti, a parte ora il principe William figlio di Charles e Diana, che ha sposato Katherine MIddelton, ma a Carlo forse fu imposto di sposare una cugina anche se non di primo grado, Diana, per garantire una discendenza di sangue blu: quel matrimonio fu una vera e propria forzatura e .... non sembra che ci siano in vista dei bebé fra William e Kate, al momento. Forse sarò un po' troppo fantasiosa?

 

R) Il figlio, o la figlia, di William e Kate sarà in effetti un ... "mezzo sangue" ! A quello blu intenso del principe si mescolerà quello rosso, ma non meno onorato, della borghese Kate : evviva , ma dopo tutto non è la prima volta che sul trono inglese arriva qualcuno non del tutto in regola con i quattro quarti di nobiltà. Perfino Guglielmo il Conquistatore era un "bastardo" del Duca di Normandia .... Quanto ai tempi, per ora non risulta niente. L'impressione è che per un bebè la coppia voglia aspettare prima il Giubileo di Diamante di Elisabetta II, cioè la celebrazione dei suoi 60 anni di regno . Dopo, quando non rischia più di rubarle la scena, ben venga il pronipote destinato al trono. Sempre che ci sia ancora quando toccherà a lui di salirci.

Tag(s) : #libri - autori - editori
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