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 N O T I Z I E    E    C O M M E N T I

Bollettino  dell’ Istituto di  Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 08 marzo 2010,  n. 44 

Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002  - 

Via di San Paolo alla Regola, 7 - 00186 Roma – Tel.: 06 68301805

e-mail : info@istitutodipubblicismo.it    

  sito web : www.istitutodipubblicismo.it

Direttore Responsabile: Guido Scialpi       Direttore Editoriale: Alberto Graziani

Redazione: Elisabetta Bernardini, Giorgio Cinti.

 

 

"2010 Ucraina" - La manifestazione di Mondiriemersi a Frascati.

 

 

 

E’ stata presentata a Frascati (Roma), presso la Sala Giunta del Municipio, venerdì 5 marzo 2010, la nona edizione della manifestazione *Mondi Riemersi - 2010 Ucraina, in programma da martedì 9 a domenica 14 marzo, all’interno della Sala delle Scuderie Aldobrandini della cittadina castellana.  Organizzato dall’Associazione culturale di promozione sociale Mondi Riemersi, in partenariato con i Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI), il Comune di Frascati e la Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, l’evento, che avviato nell’anno 2002 si colloca fra i più significativi in ambito nazionale nel favorire il dialogo interculturale e accrescere il senso del valore dell’intercultura, intende sensibilizzare la nostra società civile verso la conoscenza e quindi l’accoglienza delle civiltà straniere, in particolare quelle dei Paesi del Sud del mondo e in via di sviluppo, mediante azioni di solidarietà che si elevano anche sul piano culturale, e non più solo economico. Preceduto dalle edizioni dedicate al Senegal, alla Tailandia, al Venezuela, al Camerun, alla Corea del sud, all’Uruguay, alla Romania e al Congo, l’odierno incontro, ci porterà a conoscere l’Ucraina, una terra del Nord Est europeo, dalla storia antica, indipendente solo dal 1991, e la cui popolazione occupa il 5° posto in Italia, nella graduatoria dei cittadini extracomunitari presenti su tutto il nostro territorio, con circa 400.000 persone. Una presenza notevole dunque, che fa transitare lungo l’intera penisola non solo una importante forza lavoro, ma anche un vasto patrimonio culturale il quale, durante i sei giorni della singolare iniziativa, troverà modo di esprimersi attraverso il linguaggio universale dell’arte, veicolo fondamentale di conoscenza, con spettacoli di musica e di poesia, mostre fotografiche e di pittura, artigianato, costumi e cucina, per donarci in una originale visione d’insieme, l’immagine di una nazione ricca sotto molti aspetti, ma che si trova ad attraversare attualmente un periodo non facile. Questo Paese rivisitato nei singoli ambiti, spesso sconosciuti, del suo sapere viene fatto così “riemergere” in modo suggestivo, nella sua propria dimensione umana, spirituale, artistica…  Tutto questo per imparare il metodo del dialogo, che aiuta a confrontarsi nel quotidiano, segnato dalla presenza di tante persone non italiane. L’ampia e coinvolgente programmazione, aperta su diverse tematiche, ha già visto prendere avvio da martedì 2 marzo alle visite di presentazione di “Mondi Riemersi 2010”, da parte dei giovani membri dell’equipe “Scuole” dell’omonima Associazione, alle numerose classi di alcuni Istituti superiori di Roma, Frascati, Grottaferrata e Marino, che ne hanno fatto richiesta e che hanno inserito nel proprio Piano formativo la partecipazione al progetto, il quale comprende anche dei Laboratori multidisciplinari, fino al 7 marzo. Mentre le mattinate da martedì 9 a sabato 13 marzo, occuperanno gli studenti delle Scuole del comprensorio tuscolano in uno studio su i vari aspetti dell’Ucraina, della sua cultura e del suo popolo, presso le Scuderie Aldobrandini.  Sempre nella Sala delle Scuderie Aldobrandini, venerdì 12 marzo, alle ore 18,30 si terrà una conferenza dal tema “Un cammino di libertà”, dialogo con alcuni rappresentanti della cultura ucraina sulle sfide della libertà, a seguire l’inaugurazione di una mostra d’arte.  Nel pomeriggio di sabato 13 marzo, appuntamento con “I popoli si incontrano”, una serata ancora all’insegna dell’arte e della gastronomia tipiche del folklore ucraino, alla presenza di autorità italiane ed ucraine. Con il sindaco della città di Frascati, Stefano DI Tommaso, e del presidente della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini Giuseppe De Righi, sono infatti previsti gli interventi degli Ambasciatori dell’Ucraina presso il Quirinale e presso la Santa Sede, nonché gli ambasciatori dei Paesi coinvolti nelle passate edizioni del medesimo avvenimento. Per concludere, domenica 14 marzo, dalle ore 17,30 verrà messo in scena “Quel volo per Kiev”, uno spettacolo di teatro, musica, poesia e immagini realizzato dai giovani dei laboratori di Mondi Riemersi. L’ingresso è libero e il calendario della kermesse può essere consultato sul sito www.mondiriemersi.net  (E. B.)

 

*MONDI RIEMERSI – conoscere, condividere, comunicare.

 

Mondi Riemersi ha come obiettivo la scoperta e l’apprezzamento dei valori degli altri popoli, in particolare dei paesi cosiddetti “In via di sviluppo” promuovendo in tal modo la maturazione di un clima di dialogo tra religioni, culture, abitudini diverse.

Si vuole far “riemergere” dai sensi comuni, da schemi  “in bianco e nero”  mondi culturali diversi dal nostro mostrandone soprattutto la ricchezza e la bellezza. Ci si impegna così a favorire l’imporsi, accanto alla solidarietà economica, di una nuova solidarietà culturale con gli altri popoli. La metodica di Mondi Riemersi è tipicamente esperienzale e relazionale: l’approccio con le differenti culture e i valori che esse veicolano avviene innanzitutto tramite l’incontro diretto con persone di altra nazionalità. Il linguaggio dell’arte, fatto di immagini, racconti, suoni, è uno spazio privilegiato in cui mondi lontani, non solo in senso geografico, vengono alla luce e ci interpellano.

L’incontro con un’altra cultura è innanzitutto l’incontro con “L’altro”, di cui colgo il “diverso” da me ma anche una “nuova possibilità” di declinare la comune umanità.

I missionari nel loro essere uomini di due mondi, quello da cui provengono e quello nel quale si trovano ad operare, sono veri e propri laboratori di intercultura, ponti che uniscono più mondi.

 

 

 

 

N O T I Z I E    E    C O M M E N T I

Bollettino  dell’ Istituto di  Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 26 settembre 2011, n. 51

Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002  - 

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Direttore Responsabile: Guido Scialpi       Direttore Editoriale: Alberto Graziani

Redazione: Elisabetta Bernardini, Silvia Daniele

 

 

PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA 2011 -  OTTAVA EDIZIONE - PREMIO DELLA GIURIA A VALERIA PARRELLA  E RICONOSCIMENTO SPECIALE A SALVATORE CALLERI.

Palazzo Filangeri di Cutò, Santa Margherita di Belìce (Agrigento) 30 luglio - 6 agosto 2011

 

 

L’incantevole giardino di Palazzo Filangeri di Cutò, a Santa Margherita di Belìce, ha accolto anche per l’ottava edizione, sabato 6 agosto 2011, la cerimonia di consegna del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa andato questa volta a Valeria Parrella, per il romanzo “Ma quale amore”, e di un Riconoscimento speciale andato a Salvatore Calleri per il saggio “La zampata del Gattopardo, I luoghi dell’anima Solitudine e ricerca interiore in Giuseppe Tomasi di Lampedusa”. (www.istitutodipubblicismo.it).

Appuntamento che ogni anno si rinnova in uno dei luoghi più caratteristici e fra i più amati del Gattopardo, dedicato a uno dei massimi autori letterari italiani del nostro Novecento, l’evento della premiazione, animato da un ricco parterre di ospiti illustri, ha terminato come di rito la Settimana Gattopardiana del Belìce, istituita tre anni fa.

A presenziare insieme con il sindaco della città ospitante Francesco Santoro e il vice sindaco Baldo Cacioppo, c’erano anche il professor Gioacchino Lanza Tomasi presidente della Giuria, celebre musicologo e figlio ed erede spirituale del grande Tomasi di Lampedusa, il professore Salvatore Silvano Nigro giornalista e critico letterario, il professor Salvatore Savoia scrittore e segretario generale della Società Italiana di Storia Patria, la scrittrice Mercedes Monmany membro della giuria, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo professor Roberto Lagalla, l’Assessore ai beni culturali della Regione Siciliana on. Sebastiano Messineo, il senatore Francesco D’Onofrio, la professoressa Gea Schirò editore e membro della giuria, il professor Pasquale Hamel direttore scientifico del Premio, Rosy Abruzzo direttore artistico e presentatrice dello spettacolo conclusivo serale, che ha consegnato la Targa di Riconoscimento Speciale a Salvatore Calleri, e un ospite d’onore, un invitato d’eccezione come Michele Placido che ha invece consegnato ufficialmente il Premio alla scrittrice napoletana vincitrice e ha letto alcuni passi del suo libro.

Attore e regista cinematografico, il Maestro Michele Placido con grande fascino ha saputo conquistare l’attenzione della platea del settecentesco Palazzo, sede del Parco letterario del Gattopardo, esprimendo con un messaggio profondo e coinvolgente il valore della terra di Sicilia, terra di accoglienza, il cui popolo e il suo sapere tanto hanno saputo dare all’Italia nel corso millenario della storia. Non solo arricchendo enormemente la cultura italiana nel suo complesso, ma dando un fondamentale contributo all’ unificazione dello Stato italiano, di cui oggi si celebra il 150° anniversario.

Un anniversario importante che è stato al centro dell’intera iniziativa, caratterizzata da un consistente programma fra spettacoli musicali e opere teatrali, mostre d’arte, presentazioni di libri e dibattiti di grande rilevanza presenziati da numerose personalità della cultura, dell’arte e della politica.

Ad aprire il calendario, sabato 30 luglio, Le stelle del Gattopardo, una serata dedicata a personaggi del mondo della scienza, della cultura, e dell’arte nelle Terre Sicane; le serate del 31 luglio e 1 agosto, sono state rivolte ai più giovani con “Be happy!”, che ha saputo unire insieme a concerti musicali e mostre di pittura, anche dibattiti politico-culturali e happy hours. Nei giorni successivi sono state proposte le esposizioni pittoriche degli artisti Pascal ed Enzo Maniscalco e, poi, Musica e Libri sotto le stelle, con la presentazione di un nuovo libro di Andrea Giuseppe Randazzo e la biografia del senatore margheritese GiuseppeTraina. Il 5 agosto l’appuntamento ormai consolidato con “La triscele che scrive”, Teatro festival della scrittura siciliana contemporanea per una geografia della scrittura femminile, a cura dall’associazione Luminaria di Palermo ha ospitato Beatrice Monroy con il libro Elegia delle donne morte, pubblicato da Navarra, Marilena Monti con Viaggio di cuore, (ed. Girolamo/Coppola) e Veronica Tomassini con Sangue di cane (editore Laurana). Le tre scrittrici sono state intervistate dalle giornaliste, Giovanna Fiume e Clelia Lombardo. Le tre opere letterarie sono state messe in scena dalle attrici: Ermelinda Palmeri, Laura Spacca e Silvia Scuderi.

Nella serata finale del 6 agosto, particolarmente dedicata al tema del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si sono susseguiti sulla scena diversi momenti importanti, alternando fra cultura e spettacolo le due già citate premiazioni: da un tributo alla “Real Casa dei Borboni”, realizzato in collaborazione con il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; all’annuncio, da parte del professor Salvatore Savoia, della nascita della Biblioteca degli Studi Lampedusiani. La Biblioteca, la cui inaugurazione è prevista entro breve termine, sarà focalizzata sulla donazione del libro autografato dal grande autore de Il Gattopardo, al comune di Santa Margherita di Belìce.

La Compagnia teatrale de I Gatto…Pardi con gli attori sapientemente abbigliati per la recita, ha quindi portato sulla scena alcuni brani tratti dal capolavoro del Tomasi di Lampedusa, in particolare il memorabile dialogo fra Chevalley e il Principe Fabrizio di Salina, mentre un documentario diretto da Giovanni Montanti, dal tema Santa Margherita di Belice, il paese del Gattopardo è stato proiettato in anteprima assoluta. Sempre riguardo alla stessa città, va segnalata un’ importante inaugurazione storica, quella della Piazzetta dedicata alla regina Maria Carolina delle due Sicilie, ossia la Donnafugata del Gattopardo.

A seguire, un coloratissimo omaggio all’Unità d’Italia, con uno spettacolo di danza composto da oltre 70 giovani ballerini tra cui il gruppo folkloristico Li novi Burgisi di Sciacca, che con indosso bellissimi costumi d’epoca e l’ausilio di immagini originali, hanno ballato sulle note e i suoni di una Sicilia antica e suggestiva. Nel medesimo cast erano presenti anche 30 ballerini riccamente vestiti con i colori della bandiera nazionale, a interpretare l’Italia. In particolare gli abiti della Vittoria e le camicie garibaldine, sono stati concessi dall’Accademia del Lusso di Milano con sede a Palermo. Sul finire, una commovente lettera all’Italia letta da una ragazza margheritese e l’Inno Nazionale di Goffredo Mameli che ha visto l’intero pubblico alzarsi in piedi a onorare la Patria. Uno spettacolare incontro fra Storia e Arte, ha così magicamente portato a compimento una manifestazione singolare, degna di essere ricordata proprio per il messaggio che essa ha inteso racchiudere, in occasione di una ricorrenza tanto importante, come quella dei 150 anni dello Stato unitario.

Il Premio internazionale Giuseppe Tomasi Di Lampedusa è stato ideato dal Parco Culturale Terre Sicane diretto da Gori Sparacino presente alla manifestazione, e organizzato in collaborazione con la Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con la Città di Santa Margherita di Belìce Terra del Gattopardo e la Provincia Regionale di Agrigento.

Il Premio, promosso anche da diverse Associazioni culturali quali ARS, Sicilia Mito in un’isola di luce, Po Fesr Sicilia e l’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa presieduta da Francesco Santoro, sindaco della stessa città ospitante, è stato inoltre inserito nel calendario degli eventi culturali dell’Università degli Studi di Palermo, con il marchio Univercittà Outdoor, che promuove le più notevoli Kermesse culturali estive in Sicilia. Non solo, d’ora in poi le susseguenti edizioni si fregeranno dell’icona della Regione Sicilia che apporrà la propria firma nel nome e nel segno della Cultura e della stessa valorizzazione di questo elemento così importante e vitale nella vita culturale nazionale.

Nelle precedenti edizioni il Premio è stato assegnato a: Abraham B. Yehoshua con il romanzo La Sposa liberata (Einaudi), Tahar Ben Jelloun con Amori stregati (Bompiani), Claudio Magris con Alla cieca (Garzanti), Anita Desai con Fuoco sulla montagna (Einaudi), Edoardo Sanguineti con Smorfie (Feltrinelli), Kazuo Ishiguro con Notturni, Cinque storie di musica e crepuscolo (Einaudi) e alla memoria di Francesco Orlando con La doppia seduzione (Einaudi). Le premiazioni sono state a loro volta onorate da celebrità come Claudia Cardinale, Nicola Piovani, Giuseppe Tornatore, Enzo Garinei, Michele Guardì, Giuliano Gemma.

Per quanto concerne il Riconoscimento Speciale deciso dalla Giuria del Premio Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, questo è stato istituito tre anni fa e fra i premiati che hanno preceduto il Professor Calleri figurano il giornalista Melo Freni con il libro Leggere il Gattopardo e Salvatore Savoia con l’opera La nuova biografia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. (Elisabetta Bernardini)

 

 

 

N O T I Z I E    E    C O M M E N T I

Bollettino  dell’ Istituto  di  Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 23 marzo 2009   n. 39

Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002  - 

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Direttore Responsabile: Guido Scialpi          Direttore Editoriale: Alberto Graziani

Redazione: Elisabetta Bernardini, Daniele Mari

 

 

 

IL VALORE DELLA POESIA PER LA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE IN EUROPA -  21 MARZO 2009 GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA  

 

Quest’anno la giornata mondiale della poesia, è stata festeggiata all’insegna della natura, in particolare della salvaguardia della foresta amazzonica, e sabato 21 marzo 2009, ha avuto luogo a Verona, presso la Sala Maffeiana, sede dell’Accademia Mondiale della Poesia, la cerimonia di commemorazione. Per l’occasione, sono stati infatti consegnati, con il Diploma d’onore alla poetessa Marcia Teophilo, da parte del cancelliere dell’Accademia Mondiale della Poesia, Nadir M. Aziza, anche gli altri premi relativi ai due concorsi organizzati per la ricorrenza: quello di Poesia per le scuole dal tema Il valore della poesia per la comunicazione interculturale fra i popoli, e quello disposto in via sms dal tema Una poesia per salvare la foresta amazzonica. A seguire, un collegamento in differita dal V Forum mondiale dell’acqua di Istanbul ha arricchito lo spazio dedicato a Una Poesia per l’Acqua. I festeggiamenti , che si sono conclusi con la lettura delle poesie di Marcia Teophilo, la poetessa brasiliana candidata al premio Nobel per la letteratura, sono stati animati pure dall’Orchestra Giovanile Veronese, che ha  eseguito in anteprima assoluta la canzone Catueté Curupira, tratta da un’opera della Teophilo dedicata appunto alla Foresta Amazzonica. Infine, una mostra in anteprima mondiale ha  proposto diversi dipinti e testi inediti, del celebre poeta spagnolo Rafael Alberti, mentre una ulteriore esposizione è stata dedicata ad alcune preziose edizioni librarie dell’editore Alberto Tallone.

Un prosieguo della Giornata mondiale della Poesia, si è svolto a Roma, lunedì 23 marzo 2009, presso l’Istituto Italo Latino Americano (IILA) con una tavola Rotonda incentrata su vari argomenti letterari: L’epoca del Romanticismo in Brasile, Il Modernismo nella letteratura brasiliana, Ungaretti, Murilo Mendes e Vinicio de Moraes, Le origini letterarie fra la lingua portoghese e quella brasiliana. Un omaggio brasiliano è stato invece rivolto al nostro Dante Alighieri dalla poetessa Marcia Teophilo, anche qui presente, con la lettura della sua traduzione in lingua brasiliana, del I Canto dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia, mentre Pino Colizzi ne ha proposto la versione in italiano.

Antonio Miranda, membro dell’Accademia delle Lettere di Brasilia e direttore della Biblioteca Nacional de Brasilia, insieme con Marcia Teophilo, hanno recitato infine le loro poesie e quelle di altri poeti brasiliani sia in portoghese che in italiano, accompagnati dal guppo musicale Estalgal-Harmonic Trio.  L’evento di Roma, che ha avuto inizio alle ore 15.00. presso palazzo Santacroce, è stato avviato con un saluto iniziale, da parte delle autorità istituzionali presenti, l’Ambasciatore José Salazar presidente dell’IILA, l’Addetto Culturale presso l’Ambasciata del Brasile, Paulo Marcos Almeida de Moraes e Nadir M. Aziza, Cancelliere dell’Accademia Mondiale della Poesia, ed è proseguito con l’intervento di ciascuno degli ospiti invitati per l’occasione, il professor Ettore Finazzi Agrò dell’Università La Sapienza di Roma, la professoressa Giulia Lanciani dell’Università degli Studi Roma Tre, il professor Vincenzo Arsillo dell’Università Cà Foscari di Venezia, ed Elio Pecora critico e poeta, direttore della rivista internazionale Poeti e Poesia. 

Per l’odierna edizione, in molti si sono mossi a sostegno della Giornata mondiale della Poesia. Organizzata dall’Accademia mondiale della Poesia con la Regione, la Provincia e il Comune di Verona, e patrocinata dal Ministero degli Esteri con il Ministero dei Beni Culturali, in collaborazione con l’Istituto Italo Latino Americano, l’evento è stato promosso questa volta anche dalla FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, con l’intento di portare attraverso la cultura della poesia e i suoi valori, un supporto alla Campagna della Meta del Millennio, quella del 2015, volta a raggiungere un miglioramento delle condizioni di vita della terra e dei suoi abitanti.  In questo caso specifico, lo sguardo è stato focalizzato su alcuni elementi indispensabili all’uomo, ossia l’acqua, e la salvaguardia delle preziose zone verdi del Pianeta, come appunto la foresta amazzonica, che giocano un ruolo rilevante nell’ossigenazione del globo e quindi della salute dell’aria che tutti respiriamo. 

(Elisabetta Bernardini)

 

 

 

COLLEZIONE FARNESINA DESIGN 

 

E’ stata inaugurata a Roma, giovedì 12 marzo 2009, la Collezione Farnesina Design. Organizzato dal Ministero degli Esteri  (Direzione Generale per la Promozione Culturale),  in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e del Ministero per lo Sviluppo Economico,  il progetto consiste in una esposizione, presso La Farnesina, sede del MAE, di una selezionata raccolta di prodotti, oggetti o documenti,  realizzati da aziende e disegnatori italiani, che nell’insieme esprimono tutto il valore culturale del nostro moderno Design.    Le categorie rappresentative della mostra, 15 in tutto, spaziano infatti dall’ambiente alla mobilità, dalla moda all’arredo, e così via…   Allestito in sette spazi, nei luoghi antistanti i quattro ascensori principali e nelle quattro zone angolari, per ognuno dei sette piani sui quali si sviluppa l’edificio, il “museo verticale” sarà composto da quarantanove isole, collegate fra loro da una segnaletica specifica, che consentirà di unire le tappe dell’itinerario,  illustrato a sua volta da una apposita mappa.  Come già avvenuto per la precedente Collezione di Arte contemporanea, anche  “Farnesina Design” darà vita, con il supporto degli Istituti Italiani di Cultura, delle Ambasciate e dei Consolati, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero per i Beni Culturali e l’Ice, a una serie di altri eventi di comunicazione e di promozione internazionale, per contribuire a realizzare una strategia di sostegno e di valorizzazione all’estero del Design italiano, nella sua duplice valenza, culturale e industriale. (E.B.)

 

  Il progetto “Collezione Farnesina Design”

  Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale

  ADI Associazione per il Disegno Industriale

  Triennale di Milano

  Cosmit

 

 

 

 

 

N O T I Z I E    E    C O M M E N T I

Bollettino  dell’ Istituto di  Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 23 febbraio 2009   n. 38 

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Redazione: Elisabetta Bernardini, Daniele Mari

 

 

COSTITUZIONE, IMMIGRAZIONE E INTEGRAZIONE

 L’ITALIANO UNA LINGUA PER CONOSCERE E PER CONOSCERSI

 

 

      Costituzione, immigrazione e integrazione. Questi i tre temi al centro del confronto dibattito sulla lingua e la cultura italiane in relazione alla questione migratoria, che si è svolto a Roma, mercoledì 18 febbraio 2009, nell’ambito di un convegno promosso dalla Società Dante Alighieri, presso la sede centrale di Palazzo Firenze.

      La conferenza, che ha rappresentato fra l’altro, una importante conferma dell’impegno della nostra storica Società ad agevolare l’integrazione di coloro che hanno scelto l’Italia quale meta di studio e di lavoro, è stata posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica  con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e di Rai Educational.

      Caratterizzato dalla Tavola Rotonda introdotta da Tullio De Mauro, Professore Emerito della Sapienza Università di Roma, e moderato da Massimo Arcangeli dell’Università di Cagliari, l’incontro si è avvalso della presenza di vari esperti del settore e diversi rappresentanti delle Istituzioni, da Carla Zuppetti del Ministero degli Esteri, a Maurizio Silveri del Ministero del Lavoro  e Luciano Favini del Ministero dell’Istruzione, con questi anche Peter Schatzer responsabile dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Franco Pittau della Caritas Diocesana, Isabella Donfrancesco di Rai Educational e Giuseppe Patota Responsabile Scientifico del PLIDA. A concludere i lavori Lucio Villari dell’Università degli Studi Roma Tre. Un appuntamento importante dunque per sottolineare una volta di più come, insieme alla nostra lingua e alla nostra cultura, anche la nostra stessa Costituzione rappresenti una parte integrante e un elemento fondamentale da diffondere e far conoscere a chi giunge da noi, nella consapevolezza che condividere questi valori, è alla base di un modello sociale più equo e giusto per tutti.  Il fenomeno migratorio, come sappiamo, è nel nostro paese in costante crescita e coinvolge ambiti importanti della nostra società, da quello demografico, considerando che il 5,8 % della popolazione italiana è composta da immigrati di varie origini, a quello economico, che vede l’immigrazione produrre il 10% del nostro prodotto interno lordo, e per finire quello legislativo con un incremento di cittadini stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, toccando il numero di 38 mila nel 2007.

      Partendo da questo presupposto, fra le altre iniziative, molte attività culturali si stanno concretizzando per favorire la diffusione dell’Italiano, sia dal punto di vista prettamente linguistico che dal punto di vista culturale, al fine di favorire al meglio l’integrazione dei nostri nuovi concittadini, ma pure di tutti coloro che vivono comunque, anche se temporaneamente, nella nostra nazione. A motivo di questo, nell’ambito della conferenza, è stata presentata la proiezione di una puntata del programma televisivo dal titolo “In Italia. L’Italia e l’italiano per stranieri”.  Realizzato in due serie da Rai Educational, la rete guidata da Giovanni Minoli, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, per la diffusione della lingua italiana di base a stranieri adulti e giovani-adulti di nuova residenza nel nostro Paese, l’inedito format, ideato e firmato da Isabella Donfrancesco, si pone come elemento mediatico utile a far conoscere la materia prima di una lingua, il suo sistema di significazioni, i suoi modelli comunicativi e i suoi equilibri, in considerazione del fatto che avere padronanza di una lingua, significa non solo poter costruire relazioni con gli altri, poter lavorare, essere riconosciuti e riconoscere, ma altresì ascoltare nella certezza di essere ascoltati, poter costruire o ricostruire una identità civile. “In Italia”, rappresenta dunque un’offerta formativa pensata come nucleo per un futuro cantiere di cittadinanze, facendo dell’italiano l’idioma di una nuova cittadinanza attiva e non più lingua dell’emergenza e della necessità. Accanto all’insegnamento dell’italiano, il programma intende fornire informazioni per far meglio conoscere il Paese. Con una docu-fiction della durata di 15 minuti, “In Italia” presenta una sorta di grand tour moderno, di una famiglia di stranieri nelle città della nostra bella penisola, isole comprese, alla scoperta delle sue ricchezze artistiche e paesaggistiche, delle curiosità e delle tradizioni ma anche dei servizi e delle opportunità di vita e di lavoro. Accanto alla fiction, in ogni puntata si apriranno delle “finestre” di approfondimento su aspetti toccati nello svolgimento della storia dei protagonisti: “Le parole dell’Italiano” con schede di riepilogo linguistico/grammaticale, “Cartoline dall’Italia” per un’introduzione di tipo storico-geografico, “La Bussola” per orientarsi e usufruire di informazioni relative all’inserimento degli immigrati nel tessuto sociale e civile della città. Infine, delle “pillole” sulla Costituzione per conoscerne gli articoli, i significati e l’origine. Le puntate del programma di Rai Educational verranno inoltre raccolte in un cofanetto la cui veste grafica è stata curata da Paola Manfroni (Marimo brandlife designers). Oltre a questo nuovo appuntamento mediatico della RAI, un importante progetto creato dalla Società Dante Alighieri, e presentato per l’occasione da Francesca Ferrucci, consentirà una più ampia divulgazione del testo della Costituzione italiana che, tradotto in varie lingue, innanzitutto quelle particolarmente legate al flusso migratorio verso l’Italia, sarà pubblicato attraverso il sito Internet www.ladante.it. Un’idea nata per mettere in luce una volta di più come, tramite una maggiore conoscenza della Carta costituzionale italiana, sia possibile facilitare l’inserimento dello straniero nel nostro Paese e nella nostra società, e a testimonianza dell’inscindibile rapporto che intercorre tra lingua, cultura e Costituzione italiane. 

(Elisabetta Bernardini)

 

 

 

N O T I Z I E    E    C O M M E N T I

Bollettino  dell’ Istituto  di  Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 23 luglio 2009   n. 40

Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002  - 

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Redazione: Elisabetta Bernardini, Daniele Mari

 

 

 

WEB  E  SANITA’   

E – CARE FORUM 2009

Si è svolto a Milano, mercoledì 8 luglio 2009, il convegno dal tema Internet e Sanità, quali prospettive nell’era del web. Organizzato dalla Provincia e Camera di Commercio di Milano, con il supporto del Forum della Net Economy, l’incontro, che ha avuto luogo presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti, ha rappresentato un significativo momento di riflessione e approfondimento, sul tema dell’interazione fra medicina e web.

Sempre più usata in ambito sanitario, Internet rappresenta oggi più che mai un importante strumento di ricerca e informazione per i numerosi utenti, non solo medici, che se ne avvalgono per specifici e svariati aggiornamenti utili alla loro professione, ma anche pazienti, che si affidano sempre più spesso a questo sistema, per effettuare ricerche  e reperire tutte quelle nozioni loro necessarie.

In considerazione di questa realtà ormai accertata, una valutazione è stata portata al centro del dibattito, fra gli ospiti* che si sono susseguiti durante la riunione,sul reale stato di sviluppo del web che supporta i processi sanitari di reparto e di ambulatorio, nonché le possibili direttrici per una ulteriore crescita di questo nuovo sistema sanitario in rete.

L’espansione sociale del web ha dato vita, come sappiamo,  a numerose espressioni mediatiche che vanno dal blog al forum, dai social network alle enciclopedie, ci basti come  esempio la ormai celebre wikipedia.  Un’espansione tanto importante, da rendere necessaria l’attuazione di un piano di controllo in grado di portare equilibrio. Quell’equilibrio capace di controbilanciare la diffusione delle notizie trasmesse e la verificabilità relativa alla qualità della fonte, per un argomento così delicato, quale è la sanità. Per questo motivo il fenomeno Internet deve diventare un supporto alla relazione medico paziente e non un sostituto.

Il futuro della telemedicina e del web si apre ormai su un orizzonte caratterizzato da diversificate e non poco rilevanti applicazioni, e la gestione di aziende tanto complesse come quelle sanitarie, potrà avvalersi di Internet per ampliare il proprio raggio di azione ed operare attraverso sistemi di assistenza domiciliare on line, mediante l’utilizzo di strumenti digitali avanzati da applicare alla rete. In tal modo si potrà concretizzare un tipo di sanità capace di garantire il monitoraggio continuo e l’assistenza in tempo reale da parte degli specialisti, portando giovamento al paziente, in special modo a quello più anziano e debole. A tal proposito, si sta già lavorando a progetti destinati a creare portali interamente dedicati alla sanità, con enormi vantaggi per coloro che potranno usufruirne. Sarà infatti possibile archiviare on line tutta la propria cartella clinica e, mediante i motori di ricerca integrati, risalire con l’inserimento della parola chiave, a tutte le informazioni inerenti ai sintomi della malattia. Le informazioni sanitarie riportate, saranno indicizzate in base ai destinatari, siano questi medici, oppure pazienti. Inoltre un sistema informatico centralizzato consentirà di accedere alla propria anamnesi anche al di fuori delle singole strutture mediche.  Grazie a queste novità, i pazienti – utenti saranno agevolati e potranno rendere consultabile ovunque, il proprio caso sanitario, sia ai medici che agli specialisti.   Dopo i vari progetti sperimentali fra servizio sanitario e web, avviati negli ultimi anni, l’attenzione si pone ora su quali siano i contesti organizzativi e le condizioni in grado di farli evolvere in applicazioni diffusamente utilizzate, mediante strumenti tecnologici avanzati che possono essere utilmente messi a disposizione dei cittadini e della collettività.  Guidati dalla luce di una mirata strategia di azione e di sviluppo, si potrà arrivare, in un futuro non lontano da qui, a concretizzare un effettivo programma di integrazione tra il social network e il sistema sanitario digitale. Bisogna comunque tener conto, che per arrivare a questo nuovo, importante traguardo mediatico sanitario, a questo nuovo sistema di medicina in rete, oltre ai necessari tempi tecnici  di attesa, si dovrà studiare anche un adeguamento alle diverse normative in materia di privacy e gestione dei dati personali in ambito sanitario, in vigore nei vari Paesi.

 

 

Scheda: E-care  Forum  - 8 luglio 2009

 

La conferenza, suddivisa in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana, ha avuto inizio con l’introduzione di Fabio Magrino, chairman per l’occasione, Direttore Responsabile – BELTEL, e l’intervento di Giorgio Rapari, membro del Consiglio CCIAA Milano, Presidente Assintel, rappresentante - Forum della Net Economy

Nell’ambito del dibattito dedicato al tema “Migliora il nostro stato di salute, in Italia più cure e prevenzione e minore fatalismo, è intervenuta Isabella Cecchini, Responsabile area health - GFK EURISKO.

I lavori sono proseguiti con la Tavola Rotonda: Health Knowledge Management: Medico e Paziente assieme sul web? Moderata da Fabio Magrino, Direttore Responsabile – BELTEL, ha visto la partecipazione di Alessandro Adamo, Industry marketing manager Settore Pubblico – Microsoft, Ornella Fouillouze, Amministratore Delegato – Sysline, Rossella Macinante, Practice Leader – Netconsulting, Sara Mintrone, direttore marketing - gruppo Dedalus, Luigi Perrone, Amministatore Delegato – Avelco, Fabrizio Pizzo, Project Manager, Lombardia Integrata - Regione Lombardia, Francesco Sbarsi, Business Development Enterprise & Public Sector – Italtel, Carla Simone, Ricercatrice - Università Milano Bicocca – DISCo. La sessione pomeridiana , presieduta dal chairman Michele Ficara, Presidente – Assodigitale ha avuto inizio con il dibattito sul tema  L’ospedale comunica con i social media, e l’intervento di Luca Conti, Blogger, per poi continuare con la Tavola Rotonda: E-care 2.0: quale è il punto di vista della rete? Moderata da Michele Ficara, Presidente – Assodigitale. Presenti Dario Betti, Information Architect - User Experience Designer - Argentea S.p.A/Gruppo GPI, Gianluigi Cogo, Esperto web 2.0 della PA, Bruno Conte, Vice Presidente - Corpo Nazionale Medici Volontari, Massimo Melica, avvocato – Melica Scandelin & Partners, Alfredo Pascali, Consulente Marketing - IRCCS Centro Cardiologico Monzino di Milano, Linnea Passaler, Ideatrice - pazienti.org

Domenico Tosello, Marketing Consultant - Distretto Biomedicale Veneto.

( Elisabetta Bernardini)

 

 

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                                                 Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 9 settembre 2008 - n. 35  

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GIORNATA MONDIALE

 

DELL’ALFABETIZZAZIONE

 (8 settembre 2008)

 

INTERVISTA di Elisabetta Bernardini al PROF. MONGI BOUSNINA, Direttore Generale della ALECSO, Organizzazione araba per l'educazione, la cultura e la scienza.  

D) Professor Bousnina, lei è il direttore generale della ALECSO, un’Organizzazione araba, per l’Educazione, la Cultura e la Scienza, dal 2001. Se andiamo a vedere il mondo arabo musulmano, colpito dall’analfabetismo, (una tragedia che riguarda oltre 70 milioni di illetterati, un dato che è oltretutto aumentato dal 1970, quando di analfabeti, se ne contavano 50 milioni), vediamo pure che la maggior parte di questa gente vive nel disagio, non solo economico, e immersa in una serie di problemi… Come perseguire un processo di alfabetizzazione in un simile contesto sociale?

 

R) L’analfabetismo, è un fenomeno che, purtroppo, riguarda tutto il mondo, non solo i paesi arabi caratterizzati da particolari condizioni demografiche e socio economiche delle popolazioni. Se gli indicatori socio economici, come indicato appunto nei rapporti del PNUD, non sono stabili in molti paesi arabi, ciò non deve rappresentare un pretesto per arrestare gli sforzi di alfabetizzazione in tali paesi. Certo la corsa fra l’alfabetizzazione da una parte e la demografia e la povertà da un’altra, non può essere a vantaggio dell’alfabetizzazione, per cui il problema sussiste, ma ciò non toglie che il mondo arabo debba, imperativamente, rispondere a questa sfida e trovare le strategie adeguate per far fronte, al contempo, a tutte queste esigenze. Presso la ALECSO, siamo convinti e lo abbiamo più volte ripetuto, che l’opera di alfabetizzazione non potrà riuscire finché questa non rientrerà nell’ambito delle priorità sociali, delle azioni di governo dei paesi arabi, nel quadro di strategie e piani socio economici, razionali ed equilibrati. Tutto questo però senza dimenticare una cosa importante, e cioè che in molti paesi arabi è il denaro che manca, anche se le strategie ci sono. E questa è un’altra questione…

 

D) Ma in considerazione del fatto che, tutto sommato, il problema dell’analfabetismo riguarda anche le nazioni arabe più ricche, come intervenire per accrescere la cultura e arrestare l’analfabetismo nel mondo islamico? E perché, a suo avviso, un regresso e non un progresso sotto questo aspetto, rispetto al 1970, segna la popolazione islamica oggi?

 

R) Cominciando da quest’ultima domanda, a dire il vero, notiamo una regressione dell’alfabetizzazione nel mondo arabo in relazione al livello di analfabetismo totale. Al contrario, il tasso di alfabetizzazione migliora costantemente grazie agli sforzi fatti dai paesi arabi con stime che parlano chiaro: 25% nel 1970, 51% nel 1990, 60% nel 200 e intorno al 70% nel 2007. Questo fenomeno di moltiplicazione degli analfabeti contro il miglioramento dei tassi di alfabetizzazione è dovuto alla pressione continua della crescita demografica nel mondo arabo.Che fare allora contro l’analfabetismo? Bisogna innanzitutto dire che i paesi arabi insieme con la ALECSO, non risparmiano i loro sforzi per contribuire alla lotta contro questo flagello. La nostra organizzazione, ad esempio, ha messo a disposizione dei paesi arabi delle strategie e dei piani d’azione per sradicare l’analfabetismo, mediante anche delle guide pratiche, documenti di riferimento e programmi modello, nonché materiale pedagogico (video, CD rom…) in materia di alfabetizzazione, che sono stati loro proposti.  E’ tutto pronto dunque per procedere e passare a un grado superiore, ma restano sempre i problemi di ordine finanziario a pesare sulla maggior parte dei paesi arabi, i quali già stentano a trovare finanziamenti per l’insegnamento formale.

 

D) Come risolvere allora questo problema?

 

R) La ALECSO ha da sempre rivolto un appello di solidarietà ai paesi arabi più abbienti, riguardo a questo specifico campo: i paesi ricchi devono venire incontro ai paesi bisognosi.  Del resto un fondo arabo per l’alfabetizzazione e l’educazione per gli adulti è stato pure creato, ma con risultati piuttosto scarsi. Con l’adozione, durante il summit arabo di Damasco nel marzo 2008, di un Piano di sviluppo dell’educazione del mondo arabo, messo a punto dalla ALECSO, è rinata la speranza sul piano di una nuova valorizzazione relativa alla gestione dell’alfabetizzazione, come anche sul piano dei finanziamenti . La ALECSO conduce in effetti una campagna per il finanziamento di questo progetto, che ha posto l’alfabetizzazione fra le sue priorità. Sperare ci è concesso, ma bisogna attendere ancora i risultati di questo procedimento.

 

D) Professor Bousnina,  sono diversi anni che la ALECSO si preoccupa di risolvere i problemi dell’analfabetismo e di promuovere una scuola sana e libera. Vorrei sapere se siete a conoscenza di “particolari” scuole islamiche che educano i propri alunni con le catene. Ossia, gli alunni vengono incatenati con lo scopo di migliorare la loro educazione. Se siete a conoscenza di queste scuole, come pensate di chiudere simili, terribili scuole?

 

R) Per quel che ne so, non esistono tali scuole nel mondo arabo, e credo che nessun governo arabo tollererebbe la presenza di simili scuole. Al contrario, presso la nostra organizzazione, come anche nei paesi arabi, operiamo a favore di un insegnamento moderno e aperto, un insegnamento di qualità che possa assicurare l’equilibrio auspicato nei paesi arabi, quell’equilibrio che risponda alla necessità di salvaguardare la loro propria identità culturale e l’importanza di integrarsi nella società mondiale del sapere, nonché di essere in accordo perfetto, in sintonia con i cambiamenti che coinvolgono il mondo attuale, in tutti i campi. Ed è per realizzare questa finalità che i paesi arabi hanno adottato recentemente, il già citato programma di sviluppo dell’educazione del mondo arabo, che giustamente opera nel senso di una modernizzazione dell’educazione araba, in una prospettiva di apertura verso le altre culture e di tolleranza verso le altre religioni, e per favorire l’acquisizione di nuove tecnologie e competenze necessarie per stare al passo coi tempi, con la civilizzazione del XXI secolo

 

D) La scuola è un’istituzione molto importante, fondata su determinati valori: che tipo di scuola immaginate per la società arabo-islamica del futuro e per la diffusione della cultura? Ci sarà posto per la conoscenza di altre culture e religioni, e per la comunicazione?

 

R) Nel suddetto Piano la ALECSO e i paesi arabi, hanno tracciato il profilo di una scuola e del cittadino arabi modello, così da costruire una nuova società del mondo islamico negli anni a venire. Un cittadino munito di conoscenze e competenze che favoriscano si la sua completezza personale, ma capace anche di apportare il proprio contributo, effettivo e costruttivo, a favore dello sviluppo e del benessere della società cui appartiene, nonché la sua perfetta integrazione in essa. Un cittadino razionale e moderato, dotato di capacità di analisi e di giudizio critico, tollerante e aperto, disposto al dialogo con gli altri, fiero di appartenere alla cultura araba, ma senza negare la sua dimensione universale di cittadino del mondo. Riguardo all’apertura verso le altre culture e religioni , vorrei sottolineare che sempre nell’ambito di questo stesso piano di sviluppo dell’educazione del mondo arabo, che rappresenta l’espressione unanime dei 22 paesi membri dell’ALECSO, è pure precisato chiaramente che “l’educazione religiosa e morale, deve permettere a chi apprende, di scoprire l’importanza della coabitazione delle diverse religioni, delle comunità e dei popoli, così come afferma il Corano, e deve inoltre aiutare gli studenti a sviluppare queste attitudini, responsabili e costruttive, in un confronto aperto, a tu per tu, basato sul dialogo fra le diverse civiltà e culture”. Le cose dunque, non potrebbero essere più chiare: l’apprendimento della religione deve ssere al contempo, apprendimento della tolleranza e del dialogo. Non solo, ma sempre presso la ALECSO, abbiamo recentemente raccomandato un’educazione al dialogo interculturale e alla diversità culturale. Inoltre in  collaborazione con il Consiglio d’Europa, abbiamo consacrato una guida all’educazione per una cittadinanza democratica, che includa anche l’apprendimento del dialogo, della tolleranza e del riconoscimento dell’Altro.

 

D) E le moschee ? Potranno queste svolgere un ruolo determinante per la diffusione della cultura e combattere l’ignoranza?

 

R) Per noi la moschea rappresenta essenzialmente un luogo di culto, e la scuola pubblica deve rimanere il luogo per eccellenza della diffusione della cultura e del sapere. Certo, altri attori possono e devono contribuire a portare avanti l’opera educativa, come anche il settore privato e la stessa società civile, ma noi restiamo convinti che per il mondo arabo, attualmente, e per rilevanti ragioni di coesione sociale, la scuola deve mantenere il suo primato in fatto di insegnamento pubblico. Ma per tornare al ruolo della moschea, certo, non ci dispiacerebbe, se la cosa fosse naturalmente regolamentata dallo Stato e posta sotto la sua tutela, accordare alle moschee una parte dell’educazione, in particolare quella che più gli compete, come l’alfabetizzazione e l’educazione prescolare.In Tunisia ad esempio, le “Kouttabs” ex scuole coraniche, dipendenti dalle moschee, sono state trasformate in centri di educazione prescolare, e preparano gli alunni all’insegnamento primario. Tutto questo in un quadro regolamentato e organizzato dallo Stato. In altri paesi arabi invece, si sono avute esperienze di alfabetizzazione nelle moschee, e ciò prova che la cosa è pure possibile, ma sempre con le dovute precauzioni.

 

 

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Indice

 

 

 

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                                                 Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 17 novembre 2008  n. 36  

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Il cambiamento: Stati Uniti, Europa e mass media.

 

I recenti sviluppi o meglio novità della politica interna ed estera degli Stati Uniti e i cambiamenti che si preparano, suggeriscono una ripresa del libro MASS MEDIA E NUOVA EUROPA di BORIS BIANCHERI, DENNIS REDMONT, ENNIO REMONDINO, con Wojciech Jagielski, Stjepan Malovih, Inoslav Beòker e Danilo Taino , (ED. BRUNO MONDADORI - COLLANA UNIDEA), perché le trasformazioni del mondo dell’informazione, che stanno avvenendo in Europa e nel mondo, troveranno solo oggi, proprio alla luce dei futuri nuovi rapporti tra Stati Uniti ed Europa, una loro ulteriore fase di assestamento.

Per meglio capire questi nuovi scenari, Elisabetta Bernardini ha intervistato uno degli autori del suddetto volume, Dennis Redmont, responsabile comunicazione, media e sviluppo del Consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti, con sede a Roma, quale Business Forum e Think Tank affiliato al Center for the United States and Europe presso il Brookings Institution di Washington.

 

D) Professor Redmont, lei svolge un ruolo di alta responsabilità presso il Consiglio per le Relazioni, fra l’Italia e gli Stati Uniti. Vorrebbe spiegarci come e perché è nato questo Council  che, ricordiamolo, è stato fondato da Gianni Agnelli e John Rockfeller?

 

R) Gli anni Ottanta erano anni in cui non si capiva bene dove andasse economicamente l’Italia. A destra, a sinistra, al centro... E il problema era quello di mettere insieme la società civile, in quanto mancava all’epoca una associazione che mettesse insieme la società civile di entrambi i Paesi, gli USA e l’Italia. Ci voleva qualcosa che adempisse a questa necessità, e così è nato il Council for the United States and Italy. Un Consiglio non politico, non partisan.E’ importante sottolineare questo. Ciò significa che, mentre presso gli altri Istituti, siano questi diplomatici, accademici e così via, tutto è fatto su allineamenti politici, il nostro Council è fondato sulla consapevolezza del valore dell’unione fra la società civile e l’economia. Va ricordato che venticinque anni fa non esistevano affatto relazioni fra la società civile delle due nazioni.

 

D) A proposito di relazioni, all’indomani delle elezioni presidenziali americane, che hanno decretato la vittoria di Barack Obama, si è parlato molto della possibilità che cambino i rapporti fra gli Stati Uniti e l’Italia. Lei crede che potranno realmente subire una trasformazione?

 

R) Cambieranno si e no. Potranno cambiare perché l’Italia sarà ovviamente più sollecitata dalla nuova amministrazione USA a rispondere su vari fronti, dall’Afghanistan, al Medio Oriente, al Mediterraneo, nonché riguardo al G8 di cui come sappiamo ne assumerà la presidenza a partire dal prossimo anno. Effettivamente potranno mutare varie cose nelle relazioni fra i due Paesi. Innanzitutto ci sarà un nuovo ambasciatore americano a Roma. E potrebbe essere un diplomatico di carriera e non un amico del presidente Obama, al contrario dell’ambasciatore Spogli che è invece un intimo amico di Bush. Inoltre tutto dipende anche da come e quanto l’Italia seguirà la politica statunitense, in campo climatico

ed energetico ad esempio, e se ci sarà concordia fra i due orientamenti politici.

 

D) E per il resto?

 

R) Per il resto l’Italia rimarrà molto attiva nella NATO, cosciente del suo ruolo in seno all’Unione europea, e cercherà di espandersi dal punto di vista commerciale. Molte grandi imprese, importanti aziende italiane, si stanno già muovendo verso gli Stati Uniti. La FIAT vi porterà l’Alfa Romeo, Finmeccanica ha acquistato la DRS, e anche la Brembo approda negli USA. 

 

D) L’Italia va negli Stati Uniti, ma gli Stati Uniti non vengono in Italia…  

 

R) Qui ci sono troppe difficoltà a investire e questo non incoraggia gli investitori. Ci sono troppe tasse, niente incentivi, ed è troppo sindacale. L’economia italiana è peraltro morta e quasi sotterrata. Per ridarle vita si dovrebbe innanzitutto scommettere sul merito e sui giovani promettenti che possano essere emulati. Poi occorre dare maggiori incentivi alle imprese, e per incentivi si intende sconti fiscali, facilità ad assumere persone, creare infrastrutture, installazione delle telecomunicazioni, ma soprattutto incoraggiare gli stranieri meritevoli, come ad esempio gli ingegneri, affinché possano stabilirsi in Italia.  Non possiamo non constatare che l’immigrazione in Italia è immigrazione non di materia grigia, ma muscolare. Si cercano soltanto persone che svolgano quelle attività che gli italiani non vogliono più fare… 

 

D) Dal giorno che Barack Obama è stato eletto presidente, si è discusso molto nel nostro paese, dei poteri forti americani che hanno voluto la sua elezione. Perché tanta preoccupazione per questo? Potrebbero forse determinare in qualche modo la politica estera del neo presidente, nelle relazioni fra Stati Uniti e Italia?

 

R) No…non mi pronuncio su queste questioni…

 

D) Ma chi sono questi poteri forti di cui tanto si parla? 

 

R) Quella di Obama non è una coalizione di business, con i poteri forti. Negli USA ci sono i grandi contribuenti, quelli delle compagnie petrolifere e finanziarie, delle assicurazioni e dell’industria. Questi hanno sempre appoggiato, in seguito ad una specifica legge finanziaria, per metà i Repubblicani e per metà i Democratici. L’unica cosa che va sottolineata è che nel caso dei Democratici, in queste recenti elezioni presidenziali, un po’ più di attenzione da parte di Silicon Valley, ossia di soggetti come Google e altri gruppi simili, è stata data sicuramente, con un aiuto in più, ad Obama. Con Bush era maggiore l’influenza dei poteri forti… 

 

D) Alla luce di quanto detto finora, che tipo di politica estera si profila dunque fra i due paesi?

 

R) Al momento, riguardo al futuro ministro degli esteri americano, si fa il nome di Hillary Clinton, ma non è escluso nemmeno Richardson…Tuttavia considerando che il ministro degli affari esteri italiano Franco Frattini conosce bene Joe Biden, è certo che il canale, dal punto di vista delle relazioni fra i due paesi, sarà più priviliegiato. Inoltre ci sono ora altri due importanti canali negli USA che l’Italia non può dimenticare, né sottovalutare, uno è rappresentatato dall’italo americano John Podesta, e un altro da Nancy Pelosi, un’altra italo americana leader della maggioranza di Governo. L’Italia parte così con una marcia in più e spetta alla stessa Italia non sprecare simili occasioni. Gli italiani non devono perdere l’opportunità che questi contatti offrono. 

 

D) Professor Redmont, per quest’ultima domanda le chiedo una risposta lungimirante.  Chi, secondo lei, è uscito davvero vincitore dalle elezioni dello scorso 4 novembre, Barack Obama o gli Stati Uniti? 

 

R) Hanno vinto gli Stati Uniti, senza dubbio. A differenza dell’Italia che è un paese che non si trasforma, gli USA hanno anticipato il cambiamento demografico. La maggioranza della popolazione americana, sarà infatti da qui a dieci, quindici anni, quella che è oggi considerata la minoranza.

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DENNIS REDMONT giornalista e scrittore, dirigente nel settore dei media, è nato negli Stati Uniti. Dopo gli studi liceali a Parigi, ha conseguito la laurea con lode presso la prestigiosa Columbia Graduate School of Journalisme ed è entrato a far parte dell’Associated Press a New York. In tutta la sua lunga carriera è stato inviato in più di 80 paesi, in particolare ha seguito le vicende della guerriglia e della dittatura in America Latina, la crisi in Medio Oriente e i viaggi del Papa. Ha realizzato trasmissioni per network pubblici e privati, ed è stato ed è tuttora noto commentatore su argomenti di cultura e politica europea e statunitense. Attualmente è Responsabile di Comunicazione Media e Sviluppo del Council per le Relazioni fra gli USA e l’Italia a Roma, un business forum e think tank affiliato al Center for the United States and Europe presso il Brookings Institut di Washington. Redmont è stato uno tra i fondatori dell’agenzia stampa AP.biscom, oggi APcom di proprietà di Telecom Italia. Vincitore di numerosi premi per il suo alto profilo professionale, è stato per quattro volte presidente dell’Associazione delle Stampa Estera. Ha adattato in Italia le varie edizioni del famoso gioco Trivial Pursuit. E’ professore aggiunto presso la Scuola di Giornalismo Radio Televisivo della RAI di Perugia e presso l’Università di Gorizia, sede distaccata dell’Università di Udine.

 

 

 

 

BOLLETTINO  

NOTIZIE   E  COMMENTI

2009

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  Indice

 

  n. 38 del 23 febbraio 2009

  n. 39 del 23 marzo 2009

  n. 40 del  23 luglio 2009

  n. 41 del 15 ottobre 2009

  n. 42 del 30 ottobre 2009

  n. 43 del 30 novembre 2009

 

 

 

N O T I Z I E    E    C O M M E N T I

Bollettino  dell’ Istituto di  Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 30 novembre 2009,  n. 43 

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Il Forum – Bambini nell’ombra

 Promosso dal Rotary International Distretto 2080

 

A Roma, il 25 novembre 2009, si è svolto il primo F

orum del Rotary International Distretto 2080, su iniziativa del Rotary Club Roma Cassia, dal tema “Bambini nell’ombra”. Organizzato presso la Sala del Giubileo dell’Università LUMSA, di cui ricorre quest’anno il 70° anniversario della fondazione, il Forum, incentrato sul tema dell’infanzia con lo specifico intento di far luce sul dramma dei bambini invisibili, “nell’ombra” appunto, e con la partecipazione di diverse personalità istituzionali e politiche, rappresenta la nuova sfida del Rotary International. Una sfida per la quale il Rotary  si propone di agire concretamente, al fine di realizzare un censimento a livello planetario, di tutte queste creature che popolano il mondo come fantasmi, senza identità né diritti, nemmeno quelli più elementari per ottenere un’esistenza decente, e per poter restituire loro, con la propria identità, anche la possibilità di vivere la propria vita. Secondo le stime dell’UNICEF infatti, dei 150 milioni di bambini che nascono ogni anno, circa 51 milioni, ossia più di un terzo del totale, non sono registrati allo stato civile e di conseguenza non gli vengono riconosciuti neppure i diritti essenziali, dalle cure mediche all’alfabetizzazione, con il rischio invece di cadere nelle mani di criminali senza scrupoli e finire vittime di tragici abusi. Un quadro senza dubbio allarmante per cui si ritiene necessario un intervento immediato, che attivi tanto i governi quanto la società civile in un operato comune e sostanziale.

 

Il prof. Luciano Di Martino, Governatore del distretto Rotary 2080, durante il suo discorso di apertura dei lavori, ha tenuto a sottolineare che si tratta di un percorso arduo; dunque, da perseguire con fermezza e volontà affinché si ottengano i risultati sperati, se non si vuole arrivare ad aggravare ulteriormente una situazione già di per se drammatica, e arrivare all’anno 2020 con un raddoppio  del numero di bimbi senza identità . Occorre garantire, ha proseguito il Prof. De Martino, che questa sarà la sfida del Rotary International, partendo dal Distretto 2080, per passare poi alla sensibilizzazione e al coinvolgimento degli altri dieci Distretti italiani, per confrontarsi quindi con i Distretti dei paesi esteri coinvolti  più direttamente nel programma “Bambini nell’ombra”.

 

Il dott. Roberto Giua, Presidente del Rotary Cassia, ha quindi ringraziato, per la loro collaborazione, gli altri Club romani, il Campidoglio, l’Eur , il Foro Italico e il Tirreno, oltre al Pilar Norte dell’Argentina, che ha già avviato un progetto per il recupero dei bambini di strada. Una prima fase del programma, ha poi spiegato il dott. Giua, sarà quella di integrare sul territorio argentino, le realtà di piccole strutture di prima accoglienza dove ricoverare i bambini portati via dalla strada e dove attuare la certificazione anagrafica e di sostegno spirituale e psicologico, nonché  dar vita a strutture di secondo livello, come le fattorie sociali, luoghi dove i giovani seguiranno un percorso formativo e di attività sul campo,  che li introdurrebbero nel mondo del lavoro.

 

Con sensibilità e partecipazione, si può raggiungere ogni risultato sperato in merito a tale questione, così si è espresso l’On. Federico Guidi, Presidente della Commissione Permanente per le Politiche Economiche, Finanziarie e di Bilancio del Comune di Roma, il quale, anche a nome del Sindaco Gianni Alemanno, ha garantito tutto l’appoggio alla causa del Rotary e l’impegno a contribuire alla sua riuscita. Non dimentichiamo come anche l’Amministrazione comunale capitolina si sia mossa immediatamente a vantaggio dei bambini vittime dell’accattonaggio, ha ricordato Guidi, e di come il nostro stesso Governo, nell’ambito del Ministero dell’Interno, presieduto dall’on. Roberto Maroni abbia messo in atto strategie d’azione mirate a fermare il traffico di minori.

 

La prof.ssa Valeria Galletti Ciuffoli , Vice Presidente del Rotary Roma Cassia, ha introdotto quindi la relazione della dott.ssa Evelina Martelli responsabile del programma B.R.A.V.O. della Comunità di Sant’Egidio. Il Programma BRAVO!, Birth Registration for All Versus Oblivion, ha spiegato la dott.ssa Martelli, promuovere la registrazione anagrafica dei bambini nel mondo attraverso la sensibilizzazione delle famiglie e dei minori e favorisce la registrazione allo stato civile dei bambini, aiutati dai volontari della Comunità di Sant'Egidio, presenti in 70 paesi in Africa, in Europa, in Asia e in America Latina. In collaborazione con il governo del Burkina Faso, la Comunità di Sant’Egidio ha promosso la Campagna nazionale di registrazione anagrafica di tutta la popolazione non registrata allo stato civile. Un Programma nazionale che verrà esteso ad altri paesi.

 

Anche il prof. Paolo Morozzo Della Rocca, dell’Università di Urbino, giurista, ha affrontato l’argomento in considerazione dello Stato Civile e dei diritti di cittadinanza. Vivere l’ordinamento giuridico che si acquista al momento della nascita, è una garanzia per l’individuo il quale diviene automaticamente titolare di diritti e doveri; quei diritti e doveri che sono inalienabili, perché significa appartenere a un gruppo di persone di uguali diritti. Da qui il valore dello Status senza il quale non c’è uguaglianza né possibilità di contratto e contatto.

 

Da parte sua invece, il prof. Giacomo Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, Gran Priore del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) ha offerto il proprio contributo all’incontro e al dibattito, in nome dello storico Ordine di Malta , da sempre impegnato con attività a favore del recupero dei bambini di strada e di adolescenti a rischio criminalità. Molte e notevoli sono le operazioni intraprese dallo SMOM per aiutare l’infanzia in difficoltà e per il reinserimento dei bambini ad una vita serena  e rafforzati nella loro crescita. Va assolutamente contrastato il fenomeno dei bambini ombra, ha dichiarato, in conclusione il Gran Priore.

 

La dott.ssa Nora Leonor Barbaresi del Rotary International District 4825 Argentina,  rilevando l’urgenza del tema trattato, tanto delicato, complesso e radicato in una società spesso indifferente e distaccata, ha suscitato la commozione di tutti gli ospiti presenti in sala, nel leggere un poesia scritta da un piccolo orfano, solo e abbandonato, privo di affetto e comprensione, quasi desideroso di morire anziché vivere una vita di stenti e sofferenze. Non a caso in Argentina, terra di origine della dott.ssa Barbaresi, si stanno sviluppando delle Case di accoglienza per minori disagiati e a rischio, come quella di San Cayetano della Parrocchia di Nostra Signora di Pilar, che è già una realtà e un grosso sostegno e aiuto per molti, in una nazione ampiamente coinvolta in questo grave problema.

 

 Il Forum è proseguito con la partecipazione del prof. Giuseppe Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, Magnifico Rettore dell’Università LUMSA, che con sintetiche  ma emblematiche parole, ha espresso un pensiero di grande valore umano, nell’accentuare l’importanza del concetto di interdipendenza che deve crescere nell’umanità intera, per cui un diritto umano violato da qualche parte, va a nuocere in tutto il mondo; violare un bambino vuol dire violare la nostra stessa dignità. Questo deve indurci a comprendere quanto inderogabile sia annientare questo disagio che altera la società e potrebbe comportare gravi squilibri per il futuro stesso dell’umanità, la quale, proprio sulle nuove generazioni - i bambini di oggi saranno gli uomini e le donne di domani - deve contare per la propria sussistenza.

 

 Il prof. Alberto Graziani, Presidente dell’Istituto di Pubblicismo, si è soffermato sul fatto che i processi di sensibilizzazione e di conoscenza, che sono fondamentali per la crescita culturale complessiva delle società più povere, sono strettamente legati ai processi di diffusione delle informazioni e delle comunicazioni. In un libro, ha proseguito il prof. Graziani, degli anni ottanta “Dalla selce al silicio”, edito da Gutemberg 2000, veniva  illustrato attraverso questa metafora, come dalle semplici schegge di selce usate per lasciare messaggi sulle pareti di una caverna, si era passati al silicio, divenuto oggi l’emblema del progresso tecnologico degli strumenti di comunicazione. Fantastica evocazione, che dall’adozione dell’alfabeto fonetico negli antichi millenni del bacino del mediterraneo, ci portò  all’invenzione dei caratteri mobili, e secolo dopo secolo, sempre più velocemente, alla diffusione della stampa periodica e poi dei moderni media, cinema, radio, televisione, reti web, imprimendo un’ accelerazione sempre crescente alla circolazione delle informazioni. Ma nell’epoca del silicio, viviamo ancora le contraddizioni proprie dell’epoca della selce. Infatti, ha proseguito il prof. Graziani, i tanto citati processi di globalizzazione, che ci mostrano a loro beneficio come i tetti  nelle poverissime  favelas del sud America, siano irti di antenne e parabole televisive, non ci svelano a quali notizie quelle popolazioni abbiano accesso e quale cultura condividano. Diciamo che per queste aree di popolazione si è aperta la possibilità di vedere  tutto, ma sulle basi delle emozioni più istintive, sulla commercializzazione, sulla spettacolarizzazione della stessa politica. Vi è arrivata la parte fruibile di una “ non cultura”, adeguata alle loro scarse esigenze di istruzione e non una cultura autentica e formativa. Al contrario per noi, se è vero che esista una consapevolezza verso questi temi e un diffuso spirito di coinvolgimento e di partecipazione, c’è ancora da fare tanto per far crescere il concreto operare delle Istituzioni pubbliche e private. E’anche vero, ha osservato il Prof.Graziani, che all’atto pratico ci sono resistenze e, forse anche, connivenze. Occorre, pertanto, un costante sforzo di sensibilizzazione per creare una  massa critica che si imponga  ai governi ed alle parti della società che contano, sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Avrei ascoltato con molto interesse la relazione del prof. Antonio Marziale su “I bambini nell’ombra mediatica”, ha dichiarato il prof. Graziani. Infatti, la globalizzazione mediatica ha i suoi pro e contro. Se si accendono i riflettori su una questione, tutti i media ne parlano. Ma quei riflettori come si accendono così si spengono  e si creano pericolose alternanze di attenzione, con picchi e cadute nell’oblio, che tendono a banalizzare e a distrarre l’attenzione del pubblico. Invece questi problemi hanno bisogno di un avvicinamento costante. E questo deve avvenire dove si fa formazione. Prima di tutto in famiglia, nella scuola, nelle associazioni, nei sindacati, nei partiti politici. Inoltre, le moderne società civili devono essere puntualmente informate ed i giornalisti sono qui per questo, ma sono anche dei formatori, dei polarizzatori delle opinioni più diffuse, di cui ne hanno grande responsabilità. Ma che senso avrebbe combattere la mortalità infantile, le malattie dell’infanzia, la fame, l’analfabetismo se poi sfuggono completamente i dati sulla consistenza della popolazione dei bambini, sulle loro nascite e morti, sulla loro appartenenza ad una famiglia e qualora già adolescenti, in quali rapporti sociali troveranno inserimento, per contrastare il fenomeno dei bambini soldato o quello del coinvolgimento nelle organizzazioni criminali. A questo proposito, il Prof. Luigi Cancrini, che purtroppo a causa di un imprevisto impegno di natura istituzionale, non ha potuto partecipare, avrebbe sicuramente aggiunto fondamentali elementi di approfondimento sul tema delle conseguenze nell’età adulta dei traumi e delle trascuratezze nell’infanzia. Il Rotary International, ha concluso il Prof Graziani, forte della sua struttura mondiale, ha dato oggi il via ad una campagna in favore dei Bambini nell’ombra, non come iniziativa per fare della carità con spirito umanitario, ma bensì per contribuire con il massimo senso di partecipazione a colmare i disagi delle popolazioni più provate dalle vicende naturali e storiche, causate indirettamente o direttamente dai processi di sviluppo industriale ed economico del cosiddetto mondo civile, che hanno sviluppato effetti positivi, ma anche molto nocivi, a livello globale e di cui, tutti noi, siamo parte integrante e responsabile.

 

Anche la dott.ssa Vanna Roberta Forconi, esperto del Progetto Fattorie Sociali O.S.A. - Eurispes in Argentina, ha espresso la volontà e l’interesse da parte di questo Centro di Ricerca Socio Politico di Roma, che esiste ormai da  più di vent’anni, di muoversi nella direzione auspicata dal Rotary International di censire i minori ovunque nel mondo, presentando un progetto di cooperazione italo-argentina, tra la chiesa cattolica argentina  e l’Eurispes, il Rotary International e un gruppo  di professionisti, equivalente ad una fattoria sociale con annessa scuola agricola, a 100 km da Buenos Aires, dove ospitare un centinaio di ragazzi, nell’intento di alleviare la situazione di degrado delle zone di periferia delle grandi metropoli, operando attraverso la registrazione anagrafica dei giovani e coinvolgendo questi in attività idonee a un pieno recupero.

 

Le conclusione del presidente del Rotary Club Roma Cassia, dott. Roberto Giua, hanno visto  coinvolto sia il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che ha espresso la propria solidarietà alla campagna di promozione del Programma di Censimento ideato dal Rotary, in una splendida lettera inviata come messaggio per l’occasione del Forum, nonché i messaggi di partecipazione  degli ambasciatori di Argentina in Italia e presso la Santa Sede, rispettivamente Norma Nascimbene de Dumont e Juan Pablo Cafiero, i quali pure hanno espresso riconoscimento da parte loro verso un progetto tanto nobile. Alla luce di quanto detto finora, ha affermato Roberto Giua, abbiamo potuto capire come il problema della mancata registrazione anagrafica di un terzo dei bambini che nascono ogni anno, rappresenti un dramma sociale talmente enorme, davanti al quale non si possono, non si devono chiudere gli occhi. Ed è importante notare che quando parliamo di queste persone, non facciamo distinzione fra paesi ricchi e paesi poveri, perché da Ulan Bator a Johannesburg, da una parte all’altra del globo, migliaia di piccoli esseri umani vengono venduti, sfruttati, uccisi per gli scopi più impensabili, dal traffico di organi per i trapianti, a quello dei tessuti cutanei per alimentare la produzione di prodotti di bellezza. Bimbi ai quali viene concesso di nascere semplicemente per poi finire come carne da macello oppure per essere lasciati vivi si, ma esclusivamente per soddisfare le “esigenze” più ciniche e inenarrabili. Sullo sfondo di un quadro tanto aberrante, il richiamo che si intende rivolgere è quindi destinato  a tutti, tanto ai governi quanto alla società civile, che ancora una volta devono cooperare, lavorare insieme  al fine di porre un “vero” arresto a tanta crudeltà. E’ dunque ora di muoversi e intervenire “umanamente” e in modo sinergico per combattere questa ennesima battaglia del Rotary in questo  millennio, che va ad unirsi a quelle altrettanto necessarie per la lotta alla fame, alle malattie e all’analfabetismo. (Elisabetta Bernardini)

 

 

   N O T I Z I E   E   C O M M E N T I

                                                 Bollettino dell’ Istituto di Pubblicismo

Nuova  serie   -    Roma, 29 luglio 2008 - n.34  

Stampato in proprio – Reg.Trib.Roma n.119/2002  - Via di San Paolo alla Regola, 7 - 00186 Roma

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Direttore Responsabile: Guido Scialpi          Direttore Editoriale: Alberto Graziani

Redazione: Elisabetta Bernardini, Daniele Mari

 

 

 

UNIONE PER IL MEDITERRANEO:

 Un ruolo e nuove opportunità per l’Italia

di Elisabetta Bernardini

 

 

A dieci giorni esatti dal summit per il Mediterraneo che si è svolto a Parigi lo scorso 13 luglio 2008, è stato presentato a Roma presso la Farnesina, Mercoledì 23 luglio, il workshop sul tema, “Unione per il Mediterraneo, un ruolo e nuove opportunità per l’Italia”. Il convegno, che è stato promosso dal Ministero degli Affari Esteri, ha visto la partecipazione di varie personalità della politica e dell’industria, insieme ai rappresentanti delle imprese, delle principali banche, delle Associazioni di categoria, delle Autonomie territoriali e delle Istituzioni del nostro Paese.

Erano infatti presenti con il ministro degli esteri on Franco Frattini, e i sottosegretari agli esteri on.Enzo Scotti e on. Stefania Craxi, anche l’on A. Urso sottosegretario allo Sviluppo economico, il senatore Roberto Castelli sottosegretario alle infrastrutture e trasporti, L. Moratti e R. Formigoni, rispettivamente sindaco di Milano e presidente della Regione Lombardia, M. Bresso presidente della Regione Piemonte, R. Colaninno presidente della Piaggio, L.Paganetto presidente ENEA, G. Bono A.D. Fincantieri, M. Moretti A.D.Ferrovie dello Stato, F. Vecchioni presidente di Confagricoltura, P.A. Chevallard segretario generale della Camera di Commercio di Milano, D. Santececca ABI, G.Boccolini di Intesa San Paolo, C. Flamment presidente di Formez, G.E.Valori presidente Sviluppo Lazio e Centrale Finanziaria generale, D.Kraus di Confindustria, P. Buzzetti presidente ANCE, G. Cafiero A.D. Astaldi, A.Rubegni A.D.Impregilo, E.Bonatti A.D. Techint, L.Todini presidente Todini S.p.A., D.Astaldi presidente Condotte d’acqua, M. Vitali P.A. Director Roma FIAT, G. Lanna presidente di Simest, G. Imperatori Senior Advisor Unicredit S.p.A. A. Iozzo presidente della Cassa depositi e prestiti e l’ambasciatore C.M. Ragaglini Direttore generale per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Una trentina di ospiti in tutto, riuniti insieme per discutere intorno ad una possibile strategia progettuale nel campo delle infrastrutture e dell’ambiente, dell’energia e della sicurezza, nonché della cultura e della comunicazione, da mettere in atto lungo quel percorso politico tracciato sulla Carta di Parigi, che particolare attenzione presta proprio a tali settori produttivi, volto a sostenere lo sviluppo economico e sociale dell’area mediterranea, a salvaguardarne l’ambiente, a portare sicurezza e, non ultimo, a rilanciare la cooperazione fra i popoli e i governi appartenenti alle due storiche sponde. Un percorso importante che però conseguirà il suo successo soltanto in un clima di dialogo e collaborazione, e in una condizione di stabilità e pace, elementi necessari al cammino delle idee, affinché queste trovino poi il dovuto riscontro nella realtà dei fatti. Come già sappiamo, la riva del sud, quella che corrisponde al Nordafrica, quella più travagliata, quella più “ricca” di carenze, necessita di un piano d’azione che possa, nel più breve tempo possibile, condurre ad una crescita del reddito e al miglioramento del pluralismo politico. Di fronte a un simile contesto, l’Italia, forte della sua posizione, non solo geografica, nel cuore del Mediterraneo donerà il suo contributo, umano ed economico, per favorire il procedimento dell’Unione, e garantire la riuscita dei piani prestabiliti.

Fra le priorità che la nostra nazione si prefigge, portare il mercato al centro delle attività,  includere determinati strumenti pubblici, quali il credito agevolato, l’assistenza tecnica, la conversione del debito in progetti di sviluppo, l’apertura del nostro mercato del lavoro, senza escludere il coinvolgimento dei privati,  tanto per la progettazione, quanto per il finanziamento, reperibile questo presso le maggiori istituzioni finanziarie internazionali, i capitali privati e le cooperazioni bilaterali. Un finanziamento che, una volta ottenuto, dovrà fluire, e senza sprechi, a favore del successo delle varie iniziative che si profilano. Dare maggiore impulso alla piccola e media impresa, sostenere l’istruzione professionale, con corsi di aggiornamento e di formazione del personale di lavoro, attraverso distretti formativi che affianchino direttamente quelli industriali; tutto questo, infatti, non porterà altro che un miglioramento alla produttività degli investimenti: le nostre aziende fanno da sempre politica di formazione e di informazione. Un’azione, dunque, quella proposta dall’Italia nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo, resa ancora più efficace grazie al coordinamento ministeriale, un coordinamento capace di creare sinergie fra governo e imprenditoria, sia pubblica che privata, associazioni di categoria… In tutto questo però, non può neppure mancare una adeguata risposta da parte dei paesi della sponda Sud, che devono adoperarsi per una cooperazione che consenta la crescita, quindi accogliere con maggiore apertura una modernizzazione dell’economia, sane politiche sociali e certezza del diritto, nella consapevolezza che soltanto uniti, si può far fronte alle sfide imposte dalla globalizzazione e dalla mondializzazione, e soltanto alzando il livello di competitività, si può sostenere un confronto con le potenze economiche e commerciali asiatiche.  L’Italia senza dubbio può rappresentare un valido soggetto competitivo nell’area mediterranea e nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo, poiché possiede molte carte vincenti a suo favore che, soprattutto se giocate mediante la tecnica del “fare sistema”, possono costituire la premessa indispensabile per rilanciare sotto ogni aspetto il ruolo che le compete.

La nostra nazione è molto avanzata nel settore delle autostrade del mare, i traffici marittimi lungo il bacino mediterraneo sono vitali, ed è seconda solo al Giappone per il trasporto passeggeri. Anche tra competenze tecnologiche e innovazione l’Italia offre modelli e progetti che rispondono pienamente alle varie esigenze richieste. La cultura e la comunicazione poi, che altresì rientrano nel piano d’azione a favore dello sviluppo del Mediterraneo, potranno svolgere la loro funzione indispensabile al progresso, mediante le nostre università, non stanziali, disposte agli scambi e alle collaborazioni, e attraverso azioni mediatiche che rafforzino lo spirito di comprensione fra le diverse etnie, con le loro culture, religioni, costumi. Sullo sfondo di quanto approvato a Parigi dai 43 Capi di Stato e di Governo dei Paesi Euromediterranei, riguardo al Trattato per l’Unione per il Mediterraneo, che sostituirà definitivamente l’ormai declinato Processo di Barcellona, un’idea che risale a ben 13 anni fa, la partecipazione dell’Italia rappresenterà dunque un punto di forza davvero rilevante a favore di una concretizzazione di tutti quei progetti descritti nel programma della Dichiarazione finale.

Un’occasione da non perdere per rimettere insieme tutte le energie del paese, in moto tutte le istituzioni, e portare a una rinascita delle nazioni che si affacciano sul nostro “mare comune”.

Il procedimento per favorire la crescita dell’area mediterranea va avanti da tempo e il tema del Mediterraneo è per l’Italia è un tema costante: come sappiamo, più di un terzo di tutti gli scambi della zona appartiene al nostro Paese, e non dimentichiamo che ci avviamo verso il 2010, quando sarà qui reso possibile il libero scambio. E’ bene ricordare che il progetto francese non è quello di Barcellona, e in un contesto europeo e mediterraneo, l’Italia riveste un ruolo primario, per cui ogni azione politica ed economica devono mostrarla come protagonista, e lo stesso sistema Italia rappresenta il terreno fertile per lo sviluppo economico e per l’internazionalizzazione.

Per questo è importante muovere concreti passi avanti per favorire quello sviluppo che il nuovo procedimento per il Mediterraneo, con l’Unione da poco istituita, richiede.

Un progetto grande, che deve tradursi in altrettanto grandi azioni concrete, come pure concrete devono essere le risposte per agire. La necessità di trovare linee politiche che conducano alla stabilizzazione delle istituzioni nei paesi interessati, al fine di sradicare il terrorismo, favorire il dialogo, evitare la burocrazia e l’assistenzialismo, è essenziale per poter realizzare tutto ciò che il sistema Italia, un insieme sinergico di cultura, università, commercio, scuole… si prefigge, ossia un sistema che consenta di essere tutti partecipi di una sfida . Per questo sarà avviata a breve un’intesa strategica più forte con le aree che devono lavorare insieme, infrastrutture e sistemi infrastrutturali, per un coordinamento delle varie attività, per partire dal Mediterraneo, e poter fare poi “sistema paese”, ovunque nel mondo.

 

 

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