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LA CORONA D'ALLORO - THOR VILHJALMSSON - ED. IPERBOREA - EURO 16,50   

INTERVISTA ALL'AUTORE, RECENTEMENTE SCOMPARSO.

 

linkWWW.IPERBOREA.COM

 

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“Piove sangue dal cielo” nell’Islanda del 1200, terra di guerrieri e ispirati poeti. La violenza dei tempi spinge gli animi fragili a perdersi nelle nebbie della follia e travolge la madre del piccolo Guðmundur che, povero e abbandonato, sogna di trovare rifugio tra gli elfi delle rocce. Ma la sua sete di conoscenza gli apre le porte del vicino monastero, un’oasi di pace e riscatto dello spirito dove frate Sveinn lo inizia all’arte della copiatura e alle preziose opere trascritte dai confratelli. È qui che il cristianesimo incontra la mitologia delle origini per tramandare ai posteri un patrimonio di saghe, scritti eruditi e sui “prodigi del mondo”, in cui l’Islanda e l’Europa moderna troveranno le proprie radici. Nominato scrivano del potente Sturla Sighvatsson, Guðmundur diventa testimone diretto e cantore di un’epoca, trovando nella poesia una “tregua” per “rallentare il tempo” e sublimare il dolore dell’uomo attraverso “il vento delle parole”. La corona d’alloro è un omaggio al valore storico e atemporale della poesia, è la Storia narrata dagli umili, è il Medioevo islandese che rivive attraverso la sua stessa voce, quella dei grandi scaldi, ma anche dei racconti tramandati oralmente da fattore a viandante, da precettore a giovane allievo, di corte in stamberga, colorando ogni volta la realtà di leggenda. Perché questo è l’unico modo che ha l’uomo di esorcizzare la morte e “riconciliarsi con la clessidra e con le stelle”: imparare dalla roccia, che fusa da lingue di fuoco dopo ogni eruzione vulcanica, gioca col vento per raffreddarsi e accoglie la pioggia per coprirsi di nuovo muschio verde.

E' la storia raccontata con lo sguardo quotidiano dei piccoli e delle persone qualunque: un grande spaccato sul Medioevo islandese che con forza e passione narra di uomini e di un sentire che è ancora nostro a distanza di otto secoli. Perché anche in questo romanzo Thor Vilhjalmsson scrive dei grandi temi della cultura europea: delle differenze tra le classi e il censo, del significato e dell'importanza del riscatto sociale , dell'idea di una cultura capace di integrare le diversità.

 

THOR VILHJALMSSON (Edimburgo 1925, Reykjavik 2011) è considerato il più grande scrittore islandese contemporaneo. Traduttore dei classici della letteratura italiana in islandese, autore di numerosi romanzi, di saggi, di pièce teatrali e raccolte poetiche, le sue opere sono tradotte in diverse lingue e hanno ottenuto vari riconoscimenti e premi tra cui nel 1998 il Premio del Consiglio Nordico per l'opera letteraria Il muschio grigio arde, pubblicato da Iperborea nel 2002. Dello stesso anno è il Premio della letteratura islandese per il romanzo Cantilena mattutina nell'erba, pubblicato da Iperbora nel 2005. Thor Vilhjalmsson è vissuto in Francia e in Italia, dove ha lavorato a lungo con Fellini e molti intellettuali italiani. Pasolini l'avrebbe voluto nel ruolo di Gesù per il suo film "Vangelo secondo Matteo".

 

 

ISLANDA MAGICA TERRA DI SCRITTORI E POETI - THOR VILHJALMSSON

 

“Di Thor Vilhjalmsson non oso dire molto . E’ pieno di bombasto poetico come si conviene ai giovani . Non mi meraviglierebbe affatto se in futuro venisse considerato un profeta , ma al momento la sua serietà mi sembra un poco vacua e addirittura ridicola in certi frangenti.” Con queste parole si espresse Steinn Steinarr in occasione dell’uscita del volume Poesie Di Giovani Poeti parlando di Thor Vilhjalmsson . “ Un giudizio severo ” , come scrive Jon Yngvi Johannsson , “con qualche riserva che lasciava trasparire tuttavia una profezia di quanto ha caratterizzato la carriera di questo scrittore da allora in poi , e l’atteggiamento dei lettori nei confronti delle sue opere : forse nessuno scrittore islandese di questo secolo ha conosciuto un’ambizione artistica e letteraria pari a quella di Thor Vilhjalmsson , ambizione che lo ha trascinato spesso lontano dalle correnti tradizionali ” .

Era il 1955 e in quell’anno il giovane Thor aveva già pubblicato due raccolte di brevi racconti e novelle .Opere del tutto diverse da quanto si era visto fino ad allora si affacciavano sul panorama della letteratura islandese presentando meditazioni poetiche , spesso astratte , e aneddoti dal sottofondo esistenziale che ritroviamo pure in un suo lavoro del 1957 , Il Volto Nello Specchio Della Goccia , l’ultimo meramente “poetico “ perché negli anni successivi Thor cominciò a scrivere memorie di viaggio e articoli legati alla lotta culturale , testi intrisi di satira scritti in uno stile magico e con una verve fino ad allora sconosciuta . E’ nel 1968 , invece , che esce il suo primo romanzo che porta il titolo Svelto , Svelto Disse L’Usignolo e da allora in poi un susseguirsi di capolavori : Il Grido Della Coccinella , La Falce Di Luna , Il Teatro Sulla Torre … opere letterarie fortemente caratterizzate dalla piena realizzazione poetica dell’autore : una austerità profonda e il conflitto con la logica estrema dell’esistenza umana , della solitudine e delle passioni , emergono dalle pagine di questi libri dando vita a personaggi che si muovono nella cultura variegata dell’Europa del dopoguerra ricca di stimoli per le nuove idee nell’arte , nella politica e nello stile di vita . Oggi i due romanzi più importanti scritti da Thor Vilhjalmsson sono Il Muschio Grigio E’ In Fiamme , vincitore del Premio Letterario Scandinavo , uno dei più memorabili romanzi della letteratura islandese degli ultimi decenni , uscito in Inghilterra con una prefazione del grande poeta Ted Hughes , e La Poesia Del Mattino Nell’Erba , basati entrambi su avvenimenti reali e uniti tra loro da un tema unico e dominante che collega le due storie , quello dell’uomo frustrato , dell’ego lacerato …sempre nello stile artistico di Thor , caratterizzato proprio dai suoi tormenti , dai suoi dubbi e le sue contraddizioni, tradizionalista e romantico ,ermetico ma non scostante , geniale nel riuscire a imprigionare il lettore nel ritmo del racconto per lungo tempo anche dopo la lettura .

Mezzo secolo dopo le parole di Steinn Steinarr , ed un percorso artistico non poco tortuoso , ostacolato, come il genio vuole , anche da indifferenza e ostilità , Thor si trova senza dubbio tra i profeti , amato ed ammirato , pluripremiato eppure umile a occupare il posto d’onore che gli spetta . Onorato del premio Letterario d’Islanda e insignito del prestigioso Premio Letterario dell’Accademia D’Arte di Svezia , uno dei riconoscimenti più importanti nel suo genere , secondo solo al Nobel , ThorVilhjalmsson , celebrato un po’ ovunque nel mondo , ha ricevuto qui in Italia due notevoli onorificenze , quella di Cavaliere dell’Ordine Del Merito , e quella di Gran Ufficiale dell’Ordine del Merito. (tratto da Nel Novero dei Profeti di Jon Yngvi Johannsson ) - in occasione del Premio Letterario d’Islanda.(Elisabetta Bernardini)

 

 

 

INCONTRI LETTERARI

THOR VILHJALMSSON

(Intervista pubblicata sulla rivista di cultura e informazione editoriale "SALPARE")

ELISABETTA BERNARDINI

 

 

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Thor Vilhjalmssson

 

 

E’ in un gelido pomeriggio di metà aprile che Roma , battuta da un’insolita tramontana , mi vede passeggiare dentro le sue mura di travertino in compagnia di Thor Vilhjalmsson che avevo già raggiunto all’hotel Mozart in via dei Greci …Il cielo assolutamente azzurro e cristallino , come freddo vuole , sembra irradiare della sua luce limpida tutta la città eterna mentre il poeta d’Islanda ed io camminiamo lungo le sue strade storiche , Piazza di Spagna , via del Corso , Piazza Venezia , via Nazionale …

D - Se fa così tanto freddo a Roma , immagino il freddo che fa a Reykjavik...

R -“No , noi islandesi abbiamo la fortuna di poter camminare sempre con i piedi al caldo , sotto la nostra terra di ghiaccio scorre il fuoco … e la corrente del Golfo ci addolcisce il clima … “ -

D - Mi ritrovo con uno dei più grandi scrittori europei del nostro tempo e mi emoziona non poco sentirlo parlare , raccontare la sua vita che in buona parte ha vissuto anche qui in Italia …

R- Già , l’Italia ! , “Cara Italia” , disse Modigliani prima di morire… Amo molto l’Italia …

Vi arrivai per la prima volta nell’estate del 1948 e vi soggiornai per quattro mesi , girando per quattro mesi come un vagabondo completamente immerso nel Rinascimento … poi tornai altre volte e ringrazio la provvidenza e la fortuna che ho avuto a venire qui , un’esperienza importante che mi ha arricchito lo spirito , mi ha dato molto , ho conosciuto l’umanità e la generosità di questo Paese che è stato anche meta degli incontri fra i più importanti della mia vita …

D- Raccontaci questi tuoi incontri “italiani”…

R- Durante i miei soggiorni di tanti anni fa conobbi Quasimodo ,Ungaretti ,Pasolini …Pier Paolo Pasolini era un uomo estremamente intelligente , uno spirito tormentato e superato dalla sua stessa intelligenza , anche il suo lavoro , i suoi stessi film , sono davvero molto intellettuali e forse anche troppo perfetti , intelligenti . Ricordo che mi confidò di essere stanco di vivere a Roma e che avrebbe voluto ritornare in Friuli ,fermarsi nella sua Casarsa a scrivere poesie … Incontrai spesso anche Alberto Moravia ed Elsa Morante , che trovavo molto più interessante di lui e ancora oggi penso così . Alberto Moravia mi dava l’impressione di essere un calcolatore , ma lei era una donna estremamente sensibile e la ammiravo molto sia come scrittrice che come persona . Ci si ritrovava volentieri da Rosati , a Piazza del Popolo , insieme con Michelangelo Antonioni e Monica Vitti , Giulietta Masina e Federico Fellini che intervistai per la mia rivista islandese Birtingur e affermò “E’ bene che ci sia la crisi del cinema , così il cinema rimane solo per i veri e i migliori , e per tutti quelli che lo sanno apprezzare pienamente.” Come non amare i film di Fellini , autentici affreschi del nostro mondo , e lui , un uomo ricco di umanità … Poi a Spoleto , nel 1965 conobbi uno fra i più grandi poeti inglesi di tutti i tempi , Ted Hughes , con sua moglie Silvia Plat ; ci ritrovammo al festival dei Due Mondi nella Settimana della Poesia insieme ai migliori poeti d’Europa e dove anch’io fui invitato , avevo un volumetto di poesie . Un giorno Ted Hughes mi disse : “ Sai Thor , devi avere molta pazienza perché coloro che pubblicano e vendono libri sono anche occupati ad acquistare navi ed aeroplani , e la nostra unica speranza sono i giovani editori , piccoli all’inizio , è vero , ma pieni d’amore per la letteratura , cosa che non sempre si può dire dei grandi editori i quali , non sempre sono mossi dall’amore per i libri .” Le sue parole mi sono rimaste per sempre nel cuore .

D- Questo tuo cuore Thor che batte forte per amore dell’arte , della poesia , della letteratura … Anche la rivista Birtingur a cui accennavi ebbe un ruolo rilevante nel rinnovamento e nella rinascita della vita letteraria e artistica nell’Islanda degli anni ’50 ed ancora oggi tu sei un’instancabile promotore della migliore produzione letteraria e artistica della tua terra …

R- Birtingur fu un’idea mia e di altri miei due cari amici , il poeta Einar Bragi e il pittore Horour Augustsson che decidemmo di fondare questa rivista con l’intenzione di promuovere la poesia dei giovani autori e di diffondere la più radicale avanguardia artistica squarciando con l’azzurro delle nuove idee il grigiore della vita artistica di quegli anni , eravamo nel 1950 e senza dubbio Birtingur svolse un ruolo determinante a questo proposito . Io ho sempre seguito con particolare interesse e con grande passione le evoluzioni in campo artistico e letterario … Ho sempre amato molto anche la letteratura italiana : Cesare Pavese , Italo Calvino , Salvatore Quasimodo , Carlo Levi che è stato un mio grande amico , un uomo generoso , una persona fantastica …sapeva anche dipingere molto bene e mi fece un ritratto… Adoro Dante , si può passare tutta la vita con le sue opere senza tempo che ci insegnano molto e ci aiutano a ritrovare noi stessi …Nella Divina Commedia e in tutta la sua letteratura c’è tutto , io vi ritrovo pure le saghe islandesi …

D- Le famose saghe che dominano tutta la tradizione letteraria islandese …

R- All’origine della nostra esistenza , di noi islandesi , ci sono le saghe e la poesia .E. Hemingway diceva di aver imparato molto dalle saghe perché nel loro stile inconfondibile c’è la precisione nell’espressione e nell’osservazione dell’essere umano , evitando le verbosità . Anche Borges era innamorato delle saghe della mia terra che amava definire come un prosa molto precisa ma altresì ricca di intensità … Noi islandesi siamo curiosi , avidi di sapere . Siamo un popolo di pescatori , di marinai e di poeti … la poesia è la massima espressione della nostra cultura … tutti i poeti nordici sono nati in Islanda …ma c’è un grande amore che lega gli scrittori islandesi all’Italia . Anche il nostro Halldor Laxness , premio Nobel per la letteratura , amava molto l’Italia dove veniva spesso a soggiornare e a scrivere … Quando giunse a Taormina quel soggiorno fu per lui un’esperienza pari ad un’eruzione vulcanica . Il vulcano era Laxness non l’Etna , e fu proprio lì che scrisse il suo famoso romanzo Il Grande Tessitore Di Cachemire . E’ si , fu una vera e propria eruzione letteraria , inebriato com’era della grande cultura contemporanea… Anch’io sono stato due volte a Taormina per il famoso premio intitolato alla città … E’ davvero molto strano però che Laxness sia così poco tradotto qui in Italia , davvero non capisco perché.

D- E’ vero , purtroppo i libri di Laxness sono reperibili soltanto nelle biblioteche più fornite , ad eccezione del racconto L’Onore Della Casa , tradotto di recente e reperibile nelle librerie , ma proviamo a lanciare un messaggio …. Tu invece hai qui in Italia i tuoi traduttori personali …e tu stesso sei autore di geniali traduzioni di classici della letteratura contemporanea , traduzioni che hai eseguito direttamente dal testo originale …

R- Si , ho tradotto , tra gli altri , Il Nome Della Rosa di Umberto Eco , La Casa Degli Spiriti di Isabel Allende , Il Lungo Viaggio Nella Notte di Eugene O’ Neill , Il Destino Dell’Uomo di André Malraux … Qui in Italia ho due traduttori personali che lavorano per me e traducono tutti i miei libri dalla lingua originale, l’islandese … Il mio sogno è di poter arrivare al pubblico italiano e grazie ad Emilia Lodigiani , della casa editrice Iperborea , che ama molto la letteratura in genere , quella vera e autentica , chissà … Talvolta anche una grande letteratura può arrivare ad essere un best-seller , purché un editore capisca davvero quanto vale un libro , una letteratura , con amore e con intelligenza . Sono questi poi i libri che rimangono .

D- Thor , tu appartieni alla famosa famiglia dei Thor , una famiglia il cui nome è da sempre legato al mondo della politica e della finanza , tanto che di te Steinn Steinarr disse che era certamente unabella notizia sapere che la famiglia Thor aveva cominciato a poetare . Oggi che sei considerato tra i più importanti scrittori europei del nostro tempo e riconosciuto come il precursore della letteratura islandese moderna , ti senti di dare un consiglio a chi volesse cominciare a scrivere o a “poetare” ?

R- E’ difficile dare consigli a chi vuole scrivere , e suggerirei soltanto di scrivere , scrivere , scrivere finché non si è trovata una certa tecnica e una certa intimità con se stessi . Thomas Mann definiva la trama di un romanzo come una sinfonia dove le idee hanno avuto il ruolo dei motivi musicali , e queste sue parole hanno sempre avuto una certa influenza su di me e mi hanno incoraggiato lungo tutto il mio percorso artistico che non è stato sempre facile , anche se poi fu proprio una mia trilogia ad aver originato un nuovo modo di scrivere , inventato da me e ispirato al mito , certi temi ricorrenti dei miei romanzi li ho ripresi dal mito .

D- Sei un grande artista ed hai sempre sostenuto ruoli rilevanti nell’ambito della vita culturale dell’Islanda , per sei anni sei stato Presidente dell’Unione degli Artisti Islandesi , poi membro onorario dell’Unione degli Scrittori d’Islanda e Presidente della Sezione Islandese della Società di Dante Alighieri , quindi membro dell’Organizzazione del Festival della Letteratura di Reykjavik . Ma so che ora sei presidente del Pen Club d’Islanda e che ti muovi con fervore in difesa dei diritti umani …

R- In Islanda la letteratura non è assolutamente condizionata dalla politica perché nessuno può limitare la libertà di potersi esprimere , né ci sono intellettuali al servizio della politica . E questo vale anche se parliamo di religione infatti , per quanto pure la nostra storia abbia risentito in passato di guerre e conflitti a sfondo religioso , oggi questa non influenza più di tanto la nostra cultura che vede uniti insieme anche molti artisti di diversa origine , protestanti , buddisti , cattolici …ed è pur vero che per un islandese è più religioso stare da solo in montagna a guardare in silenzio la natura , oppure al mare , che non in chiesa … E’ triste però sapere che purtroppo in molte parti del mondo questi problemi esistono . Io sono presidente del Pen Club d’Islanda e se ho accettato di esserlo l’ho fatto soltanto perché sentivo il dovere di farlo . Per senso del dovere verso altri scrittori che non sono liberi , che sono costantemente minacciati , come è accaduto ad uno scrittore curdo che è stato processato in Turchia solo per aver scritto nella sua lingua , il curdo . Fortunatamente ha trovato asilo politico in Svezia sotto la protezione del Pen Club svedese , ma anche tutti noi dei vari Pen Club nordici abbiamo fatto il possibile per aiutarlo. Credo nell’umanità e nei valori umanitari … Anche scrivere è per me la mia stessa vita e scrivendo spero di poter essere utile agli altri , di poter dare qualcosa . Ogni giorno la nuova generazione deve preoccuparsi di salvare il mondo e come si chiedeva Raf Vallone nella scena finale del film Kaput di Curzio Malaparte : “ Perché il mondo per salvarsi ha bisogno del sangue degli innocenti ? “ , penso che anche tutti noi dovremmo chiederci perché … e riflettere .

 

 

IL VENTO

Di Thor Vilhjalmsson

Il vento

Lasciate che il vento vi prenda

Sopra il suo grande albero deserto

Vi faccia restare nel gorgo delle foglie

Vi scaraventi giù per non spezzarvi

Contro le nuvole nere

Quando la luna le orla di solido argento

Conducendole via furiosamente

E in solitudine estrema

 

Tag(s) : #libri - autori - editori
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