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IMMAGINE E IDENTITA' DEGLI ITALIANI - MARIO BACCINI

 

 

ELISABETTA BERNARDINI

 

 

“Se gli USA sono una grande nazione , questo lo dobbiamo anche agli Italiani …” , è con queste parole che il presidente americano George W. Bush  ci ha onorati  lo scorso 12 ottobre , ricorrenza del Columbus Day , in un discorso alla nazione . Parole che gratificano certamente tutti noi italiani,

ma anche il lavoro di chi  in Italia e all’estero si dedica , ormai da anni , alla promozione della nostra ricchissima cultura .

L’on. Mario Baccini , (già sottosegretario di Stato agli affari esteri e presidente della Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana, ex ministro della funzione pubblica) , ci ha illustrato in questa intervista (realizzata nel 2002) non solo i piani di governo volti alla divulgazione della nostra lingua e di tutto il nostro patrimonio culturale , ma anche quanto sia notevole  , e sotto molteplici aspetti , la presenza italiana nel mondo . 

 

D- On. Mario Baccini , è stato  pubblicato poco più di un anno fa il libroCome Ci Vedono Gli Stranieri che lei ha firmato insieme ad Arturo Diaconale ; un singolare viaggio nella cultura italiana così come viene

percepita e concepita all’estero . Come è nata l’idea di dar vita a questo libro ?

 

R- Questo libro , anzi questa vera e propria fatica letteraria , nasce dal desiderio di far conoscere meglio la cultura italiana non solo fuori , ma anche dentro il nostro Paese che , sembra strano a dirsi ,

per certi aspetti la conosce poco . Da sempre l’Italia è nel mondo sinonimo di arte e bellezza , alimento per eccellenza della fantasia , molto più amata di quello che si può immaginare e proprio questo è quanto emerge dalle pagine di un libro che io e Arturo Diaconale (direttore de L’Opinione  n.d.r. ) abbiamo voluto realizzare pensando , e a ragione , che in un  Paese come il nostro , dove sappiamo quanto è più accentuato il senso dell’autocritica che non la stima , sia invece indispensabile rivelare quanto è apprezzata la nostra cultura  fuori dai nostri confini . Da qui abbiamo sentito l’esigenza di utilizzare tutta l’esperienza degli Istituti Italiani di Cultura sparsi per il mondo e dar vita a un’indagine che ha portato a questo straordinario risultato .

 

D- Naturalmente per cultura italiana si intende anche la nostra lingua ; quanto interesse c’è ad imparare l’italiano  al giorno d’oggi , in un mondo che tende alla globalizzazione e le lingue più espanse sono l’inglese , lo spagnolo , il francese … e forse anche l’arabo ?

 

R- La richiesta di imparare la lingua italiana è molto alta e questo ci fa onore . La nostra lingua si studia per  amore dell’Italia e della nostra cultura che non è solo gastronomia , vini o moda , ma anche poesia ,

canto , letteratura … In Finlandia e in molti Paesi nordici gli italianismi e pseudoitalianismi denotano il prestigio della nostra cultura , e non è un caso se si sta verificando una notevole richiesta di voler imparare

l’italiano anche da parte dei Paesi dell’est europeo ; da un decennio a questa parte , dopo la caduta del muro di Berlino , si è notato un notevole incremento del numero di studenti presso gli Istituti Italiani di Cultura , desiderosi di imparare la lingua di Dante e di Andrea Bocelli … Tutto questo è molto importante, è straordinario e noi italiani dobbiamo esserne orgogliosi perché in un mondo globalizzato , in un contesto di globaliz- zazione mondiale , per quanto necessario sia parlare una lingua comune , si deve fare attenzione a non cadere in una gerarchizzazione delle lingue che andrebbe a danno del plurilinguismo . Danno dal quale è necessario proteggerci promuovendo all’interno dell’Europa unita tutte le lingue nazionali.

Non possiamo e non dobbiamo assolutamente dimenticare l’importanza della lingua italiana nella costruzione dell’Europa unita ,e la lingua italiana non pretende altro che resistere nel tempo perché legata alla cultura

mondiale .

 

D- In una recente intervista  il direttore della Fiera del Libro di  Torino , Ernesto Ferrero , ha definito la lingua italiana una lingua di nicchia , molto amata ma poco conosciuta , ci sono pochi studiosi e pochitraduttori con la conseguente scarsa divulgazione all’estero della nostra degna produzione letteraria e scientifica . Che cosa si sta facendo concretamente per coprire questa lacuna  ?

 

R- Le attenzioni internazionali sulla stampa e sull’editoria italiana sono notevoli . Anche ultimamente alla Fiera del Libro di Parigi il successo è andato oltre le aspettative determinando una potenziale superiore

alle attuali situazioni e i risultati sono stati ottimi , proprio per questo il governo ha attuato  un processo di divulgazione  per favorire pure questo aspetto della nostra cultura rappresentato dalla produzione letteraria e scientifica ed è già in atto una particolare iniziativa di promozione .

Mi appassiona il dibattito con il direttore della Fiera del Libro di Torino se la nostra lingua sia di nicchia o meno , ma sono particolarmente interessato che la lingua italiana diventi presto la lingua dei giovani delmondo , di tutti coloro che sono i global del mondo i quali parlano italiano perché è una lingua bella , pulita ed è veicolo di cultura ; la nostra lingua può diventare la lingua della cultura mondiale ed è proprio attraverso la promozione dello studio della lingua italiana che promuoviamo la nostra stessa cultura ; cultura italiana in tutte le sue forme , una cultura che è nostra e che siamo benissimo in grado di estendere . Tuttavia tornando al problema delle traduzioni , qui al  Ministero degli Esteri abbiamo varie proposte finanziate da un fondo di diversi milioni di euro ( alcuni miliardi delle vecchie lire )  predisposto a tale scopo , per favorire cioè la traduzione delle opere più interessanti da poter esportare e quindi far conoscere all’estero .La selezione dei testi avviene attraverso una commissione di tecnici che valuta molto attentamente la qualità dei lavori da tradurre . Riserviamo una particolare attenzione al mondo dell’editoria e alle nostre opere letterarie e

scientifiche mediante incentivi alla loro traduzione dando così un contributo notevole  alla loro diffusione .

 

D- Dunque, un forte rilancio della cultura del nostro Paese sotto tutti gli aspetti …

 

R- Proprio alcuni mesi fa un noto quotidiano tedesco dedicava ampio spazio all’Italia in un articolo dall’emblematico titolo di “spaghettizzatevi” che doveva suonare come “italianizzatevi “ ma per la prima volta nel senso più nobile del termine . Di fatto una definizione che ci fa finalmente onore e

nella quale possiamo riconoscerci , lasciandoci per sempre alle spalle il luogo comune dell’Italia della pastasciutta che per anni e anni ha accompagnato l’immagine del nostro Paese all’estero . Non più l’Italia degli spaghetti ma quella del  “bello”. Se gli americani ci hanno insegnato a portare i jeans noi italiani insegniamo al mondo una qualità della vita . I nostri Istituti Italiani di Cultura non sono affatto un problema per l’Italia , bensì una risorsa ed è stato quindi doveroso favorire la loro importantis- sima attività.

Io per primo, come presidente della commissione nazionale per la promozione della cultura italiana , ho riorganizzato la struttura degli Istituti stessi dando loro alcune raccomandazioni e quegli indirizzi chemancavano affinché anche tali Istituti sparsi nel mondo potessero rappresentare un veicolo della nostra cultura e della nostra lingua ormai definita a pieno titolo lingua d’élite e per la cui divulgazione è stata istituita la Settimana della Lingua Italiana che vedrà realizzare in tutto il mondo , anche in Cina , oltre

seicento manifestazioni incentrate sul tema “L’Italiano e le Arti della Parola “ attraverso mostre librarie , concorsi letterari e artistici , teatro , musica , cinema . Promuovere i valori culturali dell’Italia serve a rendere il nostro Paese non solo simpatico ma anche affidabile . (Elisabetta Bernardini)           

 

 

 

 

 

IL REGNO DEI SIGNORI DEGLI ANELLI - INTERVISTA A LAURENCE GARDNER

 

 DI ELISABETTA BERNARDINI 

 

Indiscusso capolavoro della letteratura mondiale, Il Signore Degli Anelli di Tolkien, affascina da sempre milioni di lettori in tutto il mondo. Una storia che anche trasformata in film non finisce mai di stupire e di attrarre l’attenzione sia del pubblico che della critica.

Ma chi era davvero questa misteriosa gente ? Da dove veniva, e quando comincia la loro storia ?

Ne parliamo con Laurence Gardner, inglese, storiografo reale e autore internazionale di studi sulla storia delle origini dell’umanità che ha pubblicato, tra l’altro, un interessante libro dal titolo Il Regno dei Signori degli Anelli edito da Newton Compton .

 

D - Professor Gardner , chi erano realmente i Signori degli Anelli ?

R - Erano dei potenti re guerrieri il cui dominio si estendeva lungo le regioni dell’Europa centrale sul Mar Nero , dalla Transilvania fino alle più estreme regioni orientali del Tibet . La loro cultura generò i Re Tuatha De Danann d’Irlanda e le mummie di questi antenati signori degli anelli sono state rinvenute preservate meglio di quelle egizie .

D - Come si presentavano ?

R - Erano davvero molto alti , più di due metri gli uomini e non inferiori al metro e ottanta le donne , e i loro corpi erano adornati con tatuaggi che disegnavano una coda di lemure attorcigliata ad anello .

D - Ma quando ha inizio la loro storia ?

R – Molti anni prima di Cristo. Circa 3500 anni prima di Cristo il  Graal rappresentava una dinastica linea di sangue reale discendente dalle grandi regine della Mesopotamia chiamate Grandi Signore delle Acque . Poi la linea di sangue del Graal si è progressivamente sviluppata presso diverse dinastie tra le quali quella dei Signori degli  Anelli . Essendo loro gli originali depositari del Graal venivano chiamati Elefs o Elfi da una antica parola ebraica usata nell’Antico Testamento per indicare una stirpe reale .

Ma una antica parola provenzale usata per indicare gli Elfi era Albi tanto che nel Medioevo la stirpe Graalica veniva generalmente identificata con gli Albigesi .

D - E’ fedele alla realtà l’opera di JRR Tolkien ?

R -  Il Signore degli Anelli di Tolkien non solo è la più famosa , ma anche la più importante opera letteraria che racconta di questa stirpe e la storia narrata nel libro è assolutamente fedele alle antiche tradizioni . JRR Tolkien era un professore di Oxford dove insegnava lettere antiche e folklore e non

ci sono dubbi sulla sua assoluta precisione nel delineare e definire il profilo del potente re guerriero Elfo capostipite dei Signori degli Anelli .

D - Perché proprio l’anello ?

R - Un tradizionale distintivo di nobiltà nell’Antica Mesopotamia era l’anello tanto che tutti i re e tutte le divinità di allora venivano raffigurati con questo gioiello quale simbolo di eternità e giustizia .

Col passare del tempo il classico cerchietto d’oro da mettere al dito diventò una elaborata e ricca corona da mettere sul capo …

D - Ma era considerato anche uno speciale simbolo magico per raggiungere il potere o era soltanto scelto per rappresentare il potere ?

R – C’è tutta una simbologia legata all’anello che ha fatto di questo oggetto l’emblema del potere e della giustizia . Sappiamo che per sua natura ha una forma circolare che rappresenta a sua volta  l’eternitàpoiché dove comincia finisce . Di conseguenza non può rappresentare altro che armonia , equilibrio , unità ed uguaglianza , non per niente è il sigillo per eccellenza dell’unione matrimoniale . Proprio per questo suo ricco significato simbolico da sempre associato alla nobiltà , l’anello ha influenzato notevolmente non solo diverse culture ma anche tutta una tradizione letteraria entro la quale brilla la leggenda di re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda e che raccoglie il meglio di tutto il suo simbolismo.

D – Ancora oggi ?

R -  Anche oggi prendendo in considerazione questa leggenda possiamo dire che essenzialmente l’anello e il Graal sono la stessa cosa . Entrambi sono rappresentazioni senza tempo dell’equilibrio sociale ed è per questa ragione che quando alcune società rimangono in uno stato di turbamento e di conflitto si dice che devono ancora trovare l’anello ed il Graal .

 

 

 

 

 

 

 

INCONTRI LETTERARI - THOR VILHJALMSSON

(Intervista pubblicata sulla rivista di cultura e informazione editoriale "SALPARE")

 

 

E’ in un gelido pomeriggio di metà aprile che Roma , battuta da un’insolita tramontana , mi vede passeggiare dentro le sue mura di travertino in compagnia di Thor Vilhjalmsson che avevo già raggiunto all’hotel Mozart in via dei Greci …Il cielo assolutamente azzurro e cristallino , come freddo vuole , sembra irradiare della sua luce limpida tutta la città eterna mentre il poeta d’Islanda ed io camminiamo lungo le sue strade storiche , Piazza di Spagna , via del Corso , Piazza Venezia , via Nazionale …

D - Se fa così tanto freddo a Roma , immagino il freddo che fa a Reykjavik... 

R -“No , noi islandesi abbiamo la fortuna di poter camminare sempre con i piedi al caldo , sotto la nostra terra di ghiaccio scorre il fuoco … e la corrente del Golfo ci addolcisce il clima … “ -

D - Mi ritrovo con uno dei più grandi scrittori europei del nostro tempo e mi emoziona non poco sentirlo parlare , raccontare la sua vita che in buona parte ha vissuto anche qui in Italia …

R- Già , l’Italia !  , “Cara Italia” , disse Modigliani prima di morire… Amo molto l’Italia …   

Vi arrivai per la prima volta nell’estate del 1948 e vi soggiornai per quattro mesi , girando per quattro mesi come un vagabondo completamente immerso nel Rinascimento … poi tornai altre volte e ringrazio la provvidenza e la fortuna che ho avuto a venire qui , un’esperienza importante che mi ha arricchito lo spirito , mi ha dato molto , ho conosciuto l’umanità e la generosità di questo Paese che è stato anche meta degli incontri fra i più importanti della mia vita …

D- Raccontaci questi tuoi incontri “italiani”…

 

R- Durante i miei soggiorni di tanti anni fa conobbi Quasimodo ,Ungaretti ,Pasolini …Pier Paolo Pasolini era un uomo estremamente intelligente , uno spirito tormentato e superato dalla sua stessa intelligenza , anche il suo lavoro , i suoi stessi film , sono davvero molto intellettuali e forse anche troppo perfetti , intelligenti . Ricordo che mi confidò di essere stanco di vivere a Roma e che avrebbe voluto ritornare in Friuli ,fermarsi nella sua Casarsa a scrivere poesie … Incontrai spesso anche Alberto Moravia ed Elsa

Morante , che trovavo molto più interessante di lui e ancora oggi penso così . Alberto Moravia mi dava l’impressione  di essere un calcolatore , ma lei era una donna estremamente sensibile e la ammiravo molto sia come scrittrice che come persona . Ci si ritrovava volentieri da Rosati , a Piazza del Popolo , insieme con Michelangelo Antonioni e Monica Vitti , Giulietta Masina e Federico Fellini che intervistai per la mia rivista islandese Birtingur e affermò  “E’ bene che ci sia la crisi del cinema , così il cinema rimane solo

per i veri e i migliori , e per tutti quelli che lo sanno apprezzare pienamente.” Come non amare i film di Fellini , autentici affreschi del nostro mondo , e lui , un uomo ricco di umanità … Poi a Spoleto , nel 1965 conobbi uno fra i più grandi poeti inglesi di tutti i tempi , Ted Hughes , con sua moglie Silvia Plat ; ci ritrovammo al festival dei Due Mondi nella Settimana della Poesia insieme ai migliori poeti d’Europa  e dove anch’io fui invitato , avevo un volumetto di poesie . Un giorno Ted Hughes mi disse : “ Sai Thor ,

devi avere molta pazienza  perché coloro che  pubblicano e vendono libri sono anche occupati ad acquistare navi ed aeroplani , e la nostra unica speranza sono i giovani editori , piccoli all’inizio , è vero , ma pieni d’amore per la letteratura , cosa che non sempre si può dire dei grandi editori i quali , non sempre sono mossi dall’amore per i libri .” Le sue parole mi sono rimaste per sempre nel cuore .

D- Questo tuo cuore Thor che batte forte per amore dell’arte , della poesia , della letteratura … Anche la rivista Birtingur a cui accennavi ebbe un ruolo rilevante nel rinnovamento e nella rinascita della vita  letteraria e artistica nell’Islanda degli anni ’50  ed ancora oggi tu sei  un’instancabile promotore della migliore produzione letteraria e artistica della tua terra …

 

R- Birtingur fu un’idea mia e di altri miei due cari amici , il poeta Einar Bragi e il pittore Horour Augustsson che decidemmo di fondare questa rivista con l’intenzione di promuovere la poesia dei giovani autori  e di diffondere la più radicale avanguardia artistica squarciando con l’azzurro delle nuove idee il grigiore della vita artistica di quegli anni , eravamo nel 1950 e senza dubbio Birtingur svolse un ruolo determinante a questo proposito . Io ho sempre seguito con particolare interesse e con grande passione

le evoluzioni in campo artistico e letterario … Ho sempre amato molto anche la letteratura italiana : Cesare  Pavese , Italo Calvino ,  Salvatore Quasimodo , Carlo Levi che è stato un mio grande amico , un uomo generoso , una persona fantastica …sapeva anche dipingere molto bene e mi fece un ritratto… Adoro Dante , si può passare tutta la vita con le sue opere senza tempo che ci insegnano molto e ci aiutano a ritrovare noi stessi …Nella Divina Commedia e in tutta la sua letteratura c’è tutto , io vi ritrovo pure le

saghe islandesi …

D- Le famose saghe che dominano tutta la tradizione letteraria islandese …

 

R- All’origine della nostra esistenza , di noi islandesi , ci sono le saghe e la poesia .E. Hemingway diceva di aver imparato molto dalle saghe perché nel loro stile inconfondibile c’è la precisione nell’espressione  e nell’osservazione dell’essere umano , evitando le verbosità . Anche Borges era innamorato delle saghe della mia terra che amava definire come un prosa molto precisa ma altresì ricca di intensità …

Noi islandesi siamo curiosi , avidi di sapere . Siamo un popolo di pescatori , di marinai e di poeti … la poesia è la massima espressione della nostra cultura … tutti i poeti nordici sono nati in Islanda …ma c’è un grande amore che lega gli scrittori islandesi all’Italia . Anche il nostro Halldor Laxness , premio Nobel per la letteratura , amava molto l’Italia dove veniva spesso a soggiornare e a scrivere … Quando giunse a Taormina quel soggiorno fu per lui un’esperienza pari ad un’eruzione vulcanica . Il vulcano era Laxness non l’Etna , e fu proprio lì che scrisse il suo famoso romanzo Il Grande Tessitore Di Cachemire .

E’ si , fu una vera e propria eruzione letteraria , inebriato com’era della grande cultura contemporanea… Anch’io sono stato due volte a Taormina per il famoso premio intitolato alla città … E’ davvero molto strano però che Laxness sia così poco tradotto qui in Italia , davvero non capisco perché.

D- E’ vero , purtroppo i libri di Laxness sono reperibili soltanto nelle biblioteche più fornite , ad eccezione del racconto L’Onore Della Casa , tradotto di recente e reperibile nelle librerie , ma proviamo a lanciare un messaggio …. Tu invece hai qui in Italia i tuoi traduttori personali …e tu stesso sei autore di geniali traduzioni di classici della letteratura contemporanea , traduzioni che hai eseguito direttamente dal testo originale …

 

R- Si , ho tradotto , tra gli altri , Il Nome Della Rosa  di Umberto Eco , La Casa Degli Spiriti di Isabel  Allende , Il Lungo Viaggio Nella Notte di Eugene O’ Neill , Il Destino Dell’Uomo di André Malraux …  Qui in Italia ho due traduttori personali che lavorano per me e traducono tutti i miei libri dalla lingua originale, l’islandese … Il mio sogno è di poter arrivare al pubblico italiano e grazie ad Emilia Lodigiani , della casa editrice Iperborea , che ama molto la letteratura in genere , quella vera e autentica , chissà …

Talvolta anche una grande letteratura può arrivare ad essere un best-seller , purché un editore capisca davvero quanto vale un libro , una letteratura , con amore e con intelligenza . Sono questi poi i libri che rimangono .

D- Thor , tu appartieni alla famosa famiglia dei Thor , una famiglia il cui nome è da sempre legato al mondo della politica e della finanza , tanto che di te Steinn Steinarr disse che era certamente unabella notizia sapere che la famiglia Thor aveva cominciato a poetare . Oggi che sei considerato tra i più importanti scrittori europei del nostro tempo e riconosciuto come il precursore della letteratura islandese moderna , ti senti di dare un consiglio a chi volesse cominciare a scrivere o a “poetare” ?

 

 R)E' difficile dare consigli a chi vuole scrivere e suggerirei soltanto di scrivere, scrivere, scrivere finché non si è trovata una certa tecnica e una certa intimità con se stessi. Thomas Mann definiva la trama di un romanzo come una sinfonia dove le idee hanno avuto il ruolo dei motivi musicali , e queste sue parole hanno sempre avuto una certa influenza su di me  e mi hanno incoraggiato lungo tutto il mio percorso artistico che non è stato sempre facile , anche se poi fu proprio una mia trilogia  ad aver originato un nuovo modo di scrivere , inventato da me e ispirato al mito , certi temi ricorrenti dei miei romanzi li ho ripresi dal mito .

 

D- Sei un grande artista ed hai sempre sostenuto ruoli rilevanti nell’ambito della vita culturale dell’Islanda , per sei anni  sei stato Presidente dell’Unione degli Artisti Islandesi , poi membro onorario dell’Unione degli Scrittori d’Islanda e Presidente della Sezione Islandese della Società di Dante Alighieri , quindi membro dell’Organizzazione del Festival della Letteratura di Reykjavik. Ma so che ora sei presidente del Pen Club d’Islanda e che ti muovi con fervore in difesa dei diritti umani …

 

R- In Islanda la letteratura non è assolutamente condizionata dalla politica perché nessuno può limitare la libertà di potersi esprimere , né ci sono intellettuali al servizio della politica . E questo vale anche se parliamo di religione infatti , per quanto pure la nostra storia abbia risentito in passato di guerre e conflitti a sfondo religioso , oggi questa non influenza più di tanto la nostra cultura che vede uniti insieme anche molti artisti di diversa origine , protestanti  , buddisti , cattolici …ed è pur vero che per

un islandese è più religioso stare da solo in montagna a guardare in silenzio la natura , oppure al mare , che non in chiesa … 

E’ triste però sapere che purtroppo in molte parti del mondo questi problemi esistono . Io sono presidente del Pen Club d’Islanda e se ho accettato di esserlo l’ho fatto soltanto perché sentivo il dovere di farlo . Per senso del dovere verso altri scrittori che non sono liberi , che sono costantemente minacciati , come è accaduto ad uno scrittore curdo che è stato processato in Turchia solo per aver scritto nella sua lingua , il curdo . Fortunatamente ha trovato asilo politico in Svezia sotto la protezione del Pen Club svedese , ma anche tutti noi dei vari Pen Club nordici abbiamo fatto il possibile per aiutarlo. Credo nell’umanità e nei valori umanitari … Anche scrivere è per me la mia stessa vita e scrivendo spero di poter essere utile agli altri , di poter dare qualcosa . Ogni giorno la nuova generazione deve preoccuparsi di salvare il mondo e come si chiedeva Raf Vallone nella scena finale del film Kaput di Curzio Malaparte : “ Perché il mondo per salvarsi ha bisogno del sangue degli innocenti ? “ , penso che anche tutti noi dovremmo chiederci perché … e riflettere .

 

 

Una poesia di Thor Vilhjalmsson

 

IL VENTO  

 

Il vento

Lasciate che il vento vi prenda

Sopra il suo grande albero deserto

Vi faccia restare nel gorgo delle foglie

Vi scaraventi giù per non spezzarvi

Contro le nuvole nere

Quando la luna le orla di solido argento

Conducendole via furiosamente

E in solitudine estrema  

Tag(s) : #interviste e articoli
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