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ITINERARIO STORICO CULTURALE

A CURA DI ELISABETTA BERNARDINI

IN COLLABORAZIONE CON IL SISTEMA BIBLIOTECARIO DEI CASTELLI ROMANI

CON IL PATROCINIO

PROGRAMMA
PALAZZO CHIGI ARICCIA - SALA MAESTRA

CONFERENZA DAL TEMA

WE ARE GODS - IL GATTOPARDO TRA STORIA ARTE E LETTERATURA

A cura di

Professor Lazzaro Rino Caputo

Professore ordinario di Letteratura Italiana Università di Roma Tor Vergata

Dr. Paolo Spirito

Giornalista RAI e autore del documentario "Giuseppe Tomasi di Lampedusa - L'ultimo Gattopardo" 

Modera Elisabetta Bernardini

Editor del libro La zampata del Gattopardo - i luoghi dell'anima - Solitudine e ricerca interiore in G. Tomasi di Lampedusa (Riconoscimento speciale della giuria Premio Internazionale G. Tomasi di Lampedusa - Santa Margherita di Belice)

 

proiezione del film

IL GATTOPARDO

Regia di Luchino Visconti (1963)

Con un cast eccezionale: Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Serge Reggiani Ottavia Piccolo, Terence Hill e altri famosi attori ...

Le musiche della colonna sonora sono dirette da Nino Rota

La versione restaurata a Bologna (2013) dalla casa di restauro L'immagine ritrovata, rappresenta "una delle più straordinarie esperienze visive di tutti i tempi", come afferma il celebre regista italo americano Martin Scorsese, il quale ha fortemente contribuito al restauro dell'opera di Luchino Visconti.

La proiezione del film girato in parte anche a Palazzo Chigi di Ariccia (gli interni di Donnafugata, le cui sale sono aperte al pubblico), rappresenta un'occasione per tutti di poter assistere, gratuitamente, alla visione del film (tratto dall'omonimo romanzo del Lampedusa) premiato con la Palma d'oro al Festival di Cannes, grazie al patrocinio della Titanus che lo ha concesso in via del tutto esclusiva per la presente iniziativa.

 

PAOLO SPIRITO AUTORE DEL DOCUMENTARIO

GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA - L'ULTIMO GATTOPARDO

VIDEO SAPERE RAI

IL SALUTO DI GIOACCHINO LANZA TOMASI

Gentile Elisabetta Bernardini,

Sono spiacente di non poter intervenire al Convegno da Lei organizzato. Sarebbe per me stato un vero piacere incontrare la seconda generazione dei gattopardisti. Al primo Convegno nel 2001, con annessa splendida mostra tenutasi nel palazzo Chigi, era presente la generazione dei contemporanei di Visconti, non di Lampedusa, quelli erano già scomparsi. Fra tutti vi erano due pilastri fondamentali del cinema italiano: Goffredo Lombardo a Suso Cecchi. Avrei tanto voluto incontrare nella presente occasione suo figlio Guido che non ho mai conosciuto. Una buona parte dei miei ultimi anni è stata dedicata a diradare i tanti misteri di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un uomo per natura e volontà estremamente discreto e di cui recenti pubblicazioni mie e di altri studiosi hanno messo in luce molti punti che ho potuto ricostruire attraverso le ricerche condotte sull’epistolario e la memoria di varie frasi delle quali penso di esser riuscito a svelare gli enigmi.

Nel mondo “Il Gattopardo” è ancora il libro che rappresenta la nostra narrativa del secondo Novecento. So che questo punto di vista è sgradito a molti nostri letterati e scrittori, ma a cinquantasette anni dalla sua uscita nel novembre 1958 il dato si è stabilizzato, ed Il Gattopardo incanta ancora il mondo intero. Gli avversari speravano che il fenomeno fosse caduco. Sono state invece caduche molte delle loro opere. È un caso di ironia della sorte, perché il Gattopardo è un romanzo scritto e plasmato sulla storia della nostra nazione da un letterato dilettante. Ed egli indubbiamente anteponeva alla propria le letterature delle maggiori lingue europee. In questo contesto alcuni critici hanno scritto che Verga Pirandello e Lampedusa fanno parte della letteratura coloniale, quella scritta in una lingua diversa da quella della propria nazione e che le loro opere rappresentano una storia diversa da quella della loro nazione. Non pretendo che siano queste verità, sono spunti di riflessione sulla incompiutezza e violenza dell’Unità nazionale e nel caso di Lampedusa la dimostrazione di quanto l’Europa delle grandi letterature storiche risulti nella sua opera il sogno di una unità senza egoismi. Quel multiculturalismo che fa del romanzo di Ivo Andric “Il ponte sulla Drina” l’ultimo anelito di una coscienza illuminista.

Molti lettori hanno visto nel “Gattopardo” il testo, che con garbo sottile, può condurre l’umanità ad una felicità sostenibile.

Grazie, ed ancora il rammarico per non esser con voi.

Gioacchino Lanza Tomasi

ROCCA PRIORA 24 SETTEMBRE 2015

ROCCA PRIORA 24 SETTEMBRE 2015

Tag(s) : #CONFERENZE
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